Fmi: Italia vulnerabile, riformare le pensioni

25/05/2010

ROMA – «L´Italia è vulnerabile», avverte il Fondo monetario. Il suo debito pubblico è un Moloch. E dunque: bisogna anzitutto innalzare l´età pensionabile perché la spesa pensionistica è destinata a rimanere «tra le più alte d´Europa» mentre il tasso di occupazione è tra i più bassi. Ma occorre anche tagliare le spese e i salari della Pubblica amministrazione. Serve un programma di riforme strutturali con un nuovo intervento sul lavoro e uno sul sistema fiscale: il peso delle tasse è «elevato» e grava in modo «disomogeneo» su lavoratori dipendenti e pensionati.
E´ il succo del cosiddetto article IV, il rapportone che segue la missione in Italia, chiusa lo scorso marzo. Come sempre il Fmi raccomanda al governo di «mantenere la disciplina fiscale, ridurre il peso del debito pubblico, aumentare il tasso di crescita nel lungo periodo». Per l´immediato questo organismo conferma le stime già note: un Pil a quota più 0,8% quest´anno, più 1,2 il prossimo. Ripresa «fragile», secondo la definizione data all´indomani della missione e comunque «modesta»
Nel giorno in cui il governo prepara i sacrifici del domani, il Fondo conferma il suo plauso alla gestione della crisi. La decisione del governo di non adottare politiche espansive, come hanno fatto altri partner, è stata «appropriata, alla luce dell´elevato debito pubblico». Ma adesso si assiste ad una recrudescenza della crisi, veicolata dai subbugli dei mercati e dagli attacchi speculativi contro l´euro e il debito sovrano. Perciò, «anche se i peggiori effetti sull´economia sono per la maggior parte passati, restano delle vulnerabilità chiave». Tra queste, proprio «l´elevato livello del debito pubblico e la deludente performance di crescita potrebbero rendere l´Italia vulnerabile a futuri shock esterni». I numeri: il debito si attesterà quest´anno al 118,6% del Pil, ma è destinato a salire fino al 125% nel medio periodo. Il deficit 2010 sarà del 5,2%, per poi scendere al 4,9% nei due anni successivi. Anche le banche sono vulnerabili: devono aumentare il capitale.
La fase due della crisi obbliga l´Italia «a fare velocemente degli sforzi per ridurre il deficit in modo sostenibile»; consiglia di riportare il debito «su un percorso di riduzione». Le politiche per rinvigorire la crescita passano attraverso la rimozione «dei colli di bottiglia strutturali, migliorando la qualità dei servizi pubblici e rafforzando il settore finanziario». Bene l´obiettivo di un deficit sotto il 3% nel 2012. Tuttavia il consolidamento programmato «non e´ abbastanza ambizioso» e si basa su «un assunto ottimistico di una ripresa forte e duratura» e su «misure addizionali che devono essere annunciate». Oggi più che mai, per uscire dalla palude, serve rigore. Serve una «seconda generazione di riforme del mercato del lavoro per rafforzare il legame salari- produttività e permettere ai salari di rispondere meglio alle differenze regionali». Vanno resi più flessibili i contratti a tempo indeterminato e più protetti quelli a termine