Fmi e Prodi: ripresa 2007 più forte

16/02/2007
    venerdì 16 febbraio 2007

    Pagina 43 – Economia

      Il Fondo monetario internazionale alza la stima all´1,5% e il premier annuncia un rialzo della previsione iniziale dell´1,3%

        Fmi e Prodi: ripresa 2007 più forte

          La Bce: deficit italiano ancora a rischio, non abbassate le tasse

          dal nostro corrispondente
          ANDREA TARQUINI

          BERLINO – L´Italia è ancora a rischio per i conti pubblici e deve fare di più per il loro risanamento. Lo afferma la Banca centrale europea, lanciando un chiaro monito al nostro paese e al Portogallo nel suo rapporto mensile. Il bollettino avverte anche che il rischio inflazione resta alto e i tassi della zona euro rimangono bassi, e promette la massima vigilanza per la stabilità dei prezzi. Preannuncia cioè prossimi nuovi aumenti del costo del denaro.

          Il monito a Roma ha subito trovato risposte da parte del governo italiano. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, annunciando la prossima pubblicazione delle previsioni di crescita del prodotto interno lordo (Pil), si è mostrato ottimista sulla crescita e quindi anche sul deficit: «avevamo detto qualche mese fa che avremmo fatto il 2% nel 2006 e c´è stata una certa ironia su dati considerati azzardati; a me basta constatare che ci siamo arrivati». Per il 2007 il premier ha detto che verrà probabilmente rivista al rialzo la stima iniziale del Pil oggi ferma all´1,3%. Anche il Fondo monetario ha fatto sapere ieri di aver alzato ieri la sua previsione 2007 per l´Italia dall´1,4 all´1,5 per cento. Secondo l´Fmi il robusto gettito delle entrate fiscali contribuirà a contenere il deficit di quest´anno sotto il 3 per cento, come nelle intenzioni del governo.

          Più dubbioso il giudizio della Banca centrale europea. Nonostante il buon momento congiunturale, restano per l´Italia, secondo la Bce, problemi di contenimento del deficit. Secondo le previsioni della Commissione europea, nota il rapporto Bce, Italia e Portogallo, pur avendo ottenuto una proroga delle scadenze per il rientro dei conti pubblici entro i limiti posti dal Patto di stabilità, se non attueranno ulteriori misure di risanamento, rischiano di non riuscire a tenere fede ai propri impegni nel contesto della procedura per i disavanzi eccessivi. Insomma, c´è il pericolo che si renda necessario adottare i procedimenti opportuni previsti dalla procedura stessa, cioè attuare ulteriori sforzi di risanamento.

          L´Italia e i suoi conti pubblici restano dunque nel mirino della Eurotower. Qualunque ritardo nella correzione sostenibile dei disavanzi eccessivi, nota ancora il rapporto mensile pubblicato ieri a Francoforte, può concorrere a creare la percezione di un indebolimento della sostenibilità dei conti pubblici. Governi e parti sociali, avverte ancora l´Istituto, devono mostrarsi decisi a proseguire lo sforzo di risanamento. In particolare, il nostro Paese non deve cedere alla tentazione di utilizzare l´inatteso boom del gettito tributario per abbassare le tasse e per aumentare le spese. Deve al contrario approfittare del buon momento per fare le riforme. Sottolinea il bollettino Bce: le politiche di risanamento dei bilanci pubblici hanno maggiori possibilità di riuscita quando si iscrivono in coerenti, credibili strategie e disegni di riforma. Le quali devono mirare soprattutto a ridurre la spesa. Riforme di struttura, nelle diverse situazioni delle economie nazionali della Eurozona, sono ovunque le sfide centrali, e richiedono interventi decisi.