Fmi, allarme sociale: i disoccupati salgono a 210 milioni

07/10/2010

L’elevato tasso di disoccupazione nelle economie avanzate «pone problemi a livello sociale». Secondo le stime del Fondo monetario internazionale ci sono più di 210 milioni di persone senza lavoro a livello globale, oltre 30 milioni in più rispetto al 2007, e i tre quarti di questo aumento «è sperimentato nelle economie avanzate». Nell’area euro il tasso di disoccupazione è stimato al 10,1% nel 2010 e al 10% nel 2011. Per il futuro, la situazione è a forte rischio peggioramento, anche perchè la ripresa economica, se si è rafforzata nella prima metà dell’anno, resta comunque fragile con possibilità di ribassi. Per il Fmi gli aggiustamenti di bilancio devono iniziare nel 2011, anche se questo potrà avere effetti negativi per le economie, mentre da Bruxelles la Commissione europea addita l’Italia come esempio negativo di Paese che ha rinviato le riforme strutturali e si trova ora a gestire un’eredità della crisi economica più grave rispetto a chi ha invece agito per tempo.
Insieme al Fmi, anche l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, fornisce stime di crescita, leggermente al rialzo rispetto alle ultime. L’Italia avrà una crescita debole (1%) sia quest’anno che il prossimo, «più lenta» di quella di Francia e Germania. E il tasso di disoccupazione arriverà all’8,7% nel 2010 e all’8,6% nel 2011, restando comunque al di sotto della media europea (10,1% nel 2010). Il miglioramento del Pil italiano si deve soprattutto all’export (+0,6%dopo il +0,1% del primo trimestre) che ha controbilanciato l’indebolimento
della domanda interna, invariata dopo il +0,1% dei primi tre mesi.
Raffronti Per la Germania, il Fondo stima un aumento del Pil del 3,3% quest’anno e del 2% nel 2011, per la Francia è atteso l’1,6% sia quest’anno sia il prossimo. Le stime per Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna «sono molto più basse». Nel complesso, eurolandia è prevista in crescita dell’ 1,7% nel 2010 e dell’1,5% nel 2011. Per i Paesi europei avanzati, il Fondo indica un Pil all’1,7% nel 2010 e all’1,6% nel 2011, mentre l’Europa «emergente» dovrebbe crescere del 3,7%. Oltreoceano, il pil Usa salirà quest’anno del 2,6% e il prossimo del 2,3%: la debolezza della ripresa è imputabile soprattutto al calo dei consumi, alla deteriorata ricchezza elle famiglie, ai prezzi delle case scesi fra il 25% e il 30% negli ultimi tre anni e all’elevato tasso di disoccupazione. I veri motori della crescita mondiale restano così Cina e India, che quest’anno cresceranno rispettivamente del 10,5% e del 9,7%, il prossimo del 9,6% e del 9,4%. Si attesterà al 4,8% la crescita del Pil mondiale quest’anno, per rallentare al 4,2% nel 2011.