Flop e scheletri di cemento: addio al business vacanze

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA (TURISMO) – pagina 11

    Flop e scheletri di cemento
    Addio al business vacanze

    Incagliati progetti per oltre 1,2 miliardi

    C.CH.

    MILANO • Il turismo non sfugge alla regola delle incompiute o dei megaprogetti rimasti alla fine per lo più sulla carta (oggi sono incagliati programmi per oltre 1,2 miliardi).Una regola che riguarda un po’ tutte le regioni italiane, al Sud come al Nord.

    Il Mezzogiorno, in particolare, ha scontato i ritardi dei tanti progetti sviluppati nell’ambito della Cassa del Mezzogiorno, mai pienamente realizzati, e poi passati in gestione all’Insud, che avrebbe dovuto essere il protagonista dell’intervento pubblico per il Sud a partire dagli anni 80. Come ricorda il sindaco di Sibari, Gianluca Gallo, ancora oggi ci si confronta con iniziative abbozzate trent’anni fa. La crisi del gruppo Cit ha poi bloccato sei progetti, 5 al Sud, definiti tra il 1998 e l’inizio degli anni 2000, per oltre 200 milioni (la società promette comunque di potare avanti i piani). A conti fatti, il Sud resta sempre la cenerentola del turismo italiano.


    Ma la lista delle incompiute, degli "scivoloni" o dei grandi flop che hanno frenato il turismo italiano è trasversale. Il ministro dell’Innovazione, Lucio Stanca, ha più volte messo l’accento sui ritardi nell’informatica applicata al turismo. Ma il grande portale dell’Italia, nonostante vari tentativi (Enit, Regioni, Governo) non è mai decollato. E neppure le esperienze locali (caso Alata), hanno avuto miglior successo.


    Nei dintorni di Milano, a Ponte Lambro, c’è poi un grande albergo rimasto allo stato di scheletro. È un’eredita negativa che risale ai Mondiali del 1990, quando venne avviata una maxioperazione per circa 200 nuovi grandi alberghi che ha comunque ridato un po’ di slancio agli investimenti nel settore ricettivo italiano, che resta ancora oggi contraddistinto da piccole imprese familiari. Tanti e disseminati sulla Riviera adriatica o in Toscana gli esempi di vecchie colonie estive il cui recupero è stato avviato e mai completato.


    Resta infine in stallo l’operazione porti turistici. Un pacchetto di investimenti da un miliardo (per una cinquantina di strutture), frutto di progetti sviluppati nell’arco di trent’anni e portati a termine col contagocce. L’Italia ha 130mila posti barca, e la Francia 160mila in 150 chilometri di coste. Le imprese della nautica fanno sempre notare che l’Italia è leader al mondo nella costruzione di barche ma non ha porti turistici a sufficienza. Tra tanti un caso emblematico, quello di Fiumicino (Roma) che avrebbe dovuto partire negli anni 70.