Flessibilità, tappe e scontri

29/06/2001

Corriere della Sera







il numero in edicola
domande & risposte

Flessibilità, tappe e scontri

      1 In che cosa consiste l’intesa sui contratti a termine siglata tra le parti sociali? Recependo la direttiva Ue sul lavoro a tempo determinato, sulla base dell’«avviso comune» condiviso da 12 su 17 parti sociali (tra cui Confindustria, Cisl e Uil), i contratti a termine saranno liberalizzati in maniera significativa. L’«avviso comune» prevede limiti quantitativi, consente una sola proroga e limita la possibilità di ricorrere ai contratti a termine per ragioni tecnico-produttive e organizzative.
      2
      Qual è l’origine del rifiuto di Cofferati?
      «Un accordo senza la Cgil non è valido». E’ questa la posizione alla quale si è ancorato il segretario generale Sergio Cofferati, fin da quando la trattativa sulla riforma dei contratti a termine è entrata in crisi. Lo scorso mese di marzo la Cgil abbandonò polemicamente il tavolo del negoziato della Confindustria e con altre 16 associazioni imprenditoriali per la definizione dell’«avviso comune», vale a dire in occasione dell’intesa propedeutica al recepimento della direttiva europea.
      3
      Perché questo atteggiamento da parte della Cgil?
      L’atteggiamento del segretario generale Cgil fu motivato dal fatto che le imprese risposero negativamente alla richiesta di attribuire ai contratti di lavoro il potere di fissare il massimo di assunzioni a termine possibile all’interno di ogni azienda.

      4 Quale fu la reazione del governo dell’Ulivo?

      L’allora ministro Salvi decise quindi di sospendere il recepimento della direttiva europea sui contratti a termine, rinviando di fatto la patata bollente al governo successivo e spiegando con una lettera i motivi a sindacati e associazioni imprenditoriali. Va precisato che il governo avrebbe comunque potuto procedere ugualmente di sua iniziativa al recepimento della direttiva, ma non lo ha ritenuto opportuno visto che nel frattempo era stato sciolto il Parlamento.
      5
      Quali sono i tempi di applicazione previsti dalla direttiva dell’Unione europea?
      La scadenza per il recepimento della direttiva europea sui contratti di lavoro a termine è stata fissata a luglio, con la possibilità di chiedere un ulteriore anno di proroga. Nel frattempo – come ha sottolineato Salvi – sarà possibile continuare ad applicare la normativa in vigore, già giudicata in linea con la direttiva europea dalla Corte costituzionale.

      6 Con il «pacchetto Treu» che cosa è cambiato nel mercato del lavoro?
      L’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu dà il suo nome all’insieme di misure che iniettano una robusta dose di flessibilità nel mercato del lavoro. E’ il cosiddetto «pacchetto Treu», cioè la legge 196 del 24 giugno 1997. Con questo insieme di norme furono introdotti, tra l’altro, il lavoro interinale, la formazione professionale e l’avvio di interventi di emergenza per l’occupazione giovanile attraverso i contratti di formazione lavoro.
Gabriele Dossena


Economia



© Corriere della Sera

in linea con il Corriere