Flessibilità, intesa Confindustria-Cisl e Uil

28/04/2001

Corriere della Sera
Sabato 28 Aprile 2001







Il sindacalista: rivediamoci e spiegheremo le nostre posizioni. Billè scrive a D’Amato e al leader della Cgil

Flessibilità, intesa Confindustria-Cisl e Uil


Ma Cofferati chiede un altro incontro. E cinque associazioni abbandonano il tavolo delle trattative

      ROMA – E alla fine a spaccarsi sono stati gli imprenditori. Ieri sera, davanti al tentativo della Confindustria di chiudere la partita della riforma dei contratti a termine senza la Cgil, cinque associazioni hanno abbandonato il tavolo della trattativa. Sono la Confcommercio, la Confesercenti, la Cna (artigiani), la Lega delle cooperative e la Confservizi (municipalizzate). La Confindustria e altre 11 organizzazioni imprenditoriali hanno invece continuato il confronto con la Cisl e la Uil (la Cgil aveva abbandonato il tavolo due mesi fa) arrivando a un’ipotesi d’intesa che potrebbe essere formalizzata nell’incontro fissato per venerdì 4 maggio. Ma già l’Ania (assicurazioni) e l’Abi (banche), pur non abbandonando il tavolo, hanno dichiarato la volontà di recuperare la Cgil alla trattativa. Il colpo di scena è arrivato al termine di una giornata che si era aperta con un’altra mossa a sorpresa. Nel giorno in cui doveva esserci l’incontro conclusivo della lunga e tormentata trattativa, il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, e quello della Confcommercio, Sergio Billé, hanno dato vita a uno scambio di lettere che ha riaperto i giochi. La lettera della Cgil è arrivata ieri mattina alla Confindustria e a tutte le altre 16 organizzazioni imprenditoriali impegnate nel negoziato: «Al fine di presentare a voi tutti nello stesso momento le nostre valutazioni di merito, vi chiediamo un incontro da concordare per i giorni a venire». La Cgil, che a marzo ha abbandonato la trattativa in polemica con le imprese e con Cisl e Uil, accusando tutti di volere la liberalizzazione selvaggia delle assunzioni a termine, propone ora di riaprire il tavolo.
      Contemporaneamente il presidente della Confcommercio ha scritto una prima lettera al presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, e a Cofferati, invitandoli a «una riflessione» per evitare lo scontro tra le parti sociali. Billé ha quindi inviato una seconda lettera a tutti gli altri protagonisti della trattativa per spiegare la sua contrarietà a un accordo senza la Cgil, tanto più che secondo il presidente dei commercianti non c’è alcuna urgenza di arrivare a una conclusione della trattativa, visto che la direttiva europea sui contratti a termine dà tempo fino a luglio per la riforma, con la possibilità di chiedere la proroga di un anno.
      Ieri sera l’epilogo. In Confindustria si è svolta la riunione tra tutte le 17 associazioni imprenditoriali, la Cisl e la Uil. Sul tavolo il testo dell’accordo per favorire un maggior uso dei contratti a termine. Ma lo scontro non è stato sui contenuti quanto sulla scelta di accettare o meno la richiesta d’incontro di Cofferati. La Confcommercio e altre 4 organizzazioni non se la sono sentita di rompere con la Cgil. La Confindustria, la Confartigianato, le associazioni dell’agricoltura, del credito, delle assicurazioni, delle cooperative bianche hanno invece deciso che il lavoro fatto con la Cisl e la Uil andava difeso anche se, ha precisato il segretario della Confartigianato, Francesco Giacomin, c’è la disponibilità a fare l’incontro chiesto dalla Cgil. Ma il direttore della Confindustria, Stefano Parisi, avverte: il testo raggiunto ieri sera «è definitivo». Cisl e Uil confermano la conclusione positiva della trattativa. Adesso i due sindacati dovranno dare il via libera politico all’accordo. Il 4 maggio dovrebbe esserci l’«accordo separato», anzi separatissimo, mentre una nuova trattativa potrebbe partire tra la Cgil e il fronte imprenditoriale guidato da Billè.
Enr. Ma.


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