Flessibilità, il terziario fa il pieno

06/02/2004



        Venerdí 06 Febbraio 2004

        ITALIA-LAVORO
        Flessibilità, il terziario fa il pieno
        R.R.


        ROMA – Il terziario sarà sempre più il motore dell’occupazione e dell’economia italiana: entro il 2008 vi saranno impiegati 15 milioni di lavoratori. Ma non tutti i comparti cresceranno: il ramo bancario-assicurativo, già in crisi, perderà sempre più la fiducia dei consumatori e subirà un calo occupazionale, così come il terziario pubblico.
        È quanto sostiene l’indagine previsionale Flexo 2008, il progetto promosso dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato da S3.Studium, in collaborazione con Performa-Confcommercio, presentato ieri a Roma. Lo studio sottolinea che la legge Biagi fará crescere l’occupazione, ma i lavoratori potranno trovarsi privati di tutela economica e di strumenti di reinserimento. Inoltre è destinato ad aumentare il peso della contrattazione individuale, fenomeno finora riservato alle fasce più alte, e a diminuire il ruolo del sindacato.
        Secondo lo studio a trainare il terziario contribuiscono una serie di fattori, come l’evoluzione produttiva, l’aumento di flessibilità recentemente introdotto nel mercato del lavoro e l’invecchiamento della popolazione che farà crescere la domanda dei servizi alla persona. Più opportunità occupazionali per donne, giovani e immigrati, mentre a rischio saranno i disoccupati over 45, di lunga durata e con un basso livello di istruzione. Un contributo arriverá anche dai nuovi servizi per l’impiego, che favoriranno l’incontro tra domanda e offerta soprattutto grazie a strumenti come la borsa telematica del lavoro.
        «Per il terziario la flessibilitá è una necessitá e non uno slogan», sostiene Alessandro Vecchietti, responsabile di Confcommercio: «Le aziende del commercio, del turismo e dei servizi – aggiunge Vecchietti – attraverso la flessibilitá soddisfano le esigenze del cliente e rispondono agli andamenti legati alla stagionalitá e ai picchi di mercato».

        Intanto Filcams, Fisascat e Uiltucs, hanno proclamato otto ore di sciopero del terziario entro marzo a sostegno delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. «Un milione e 800mila lavoratrici e lavoratori del terziario, distribuzione e servizi, attendono da oltre un anno il rinnovo del contratto», spiegano i sindacati ricordando che il confronto con Confcommercio si è interrotto il 26 novembre 2003.
        I sindacati annunciano che le otto ore di sciopero di marzo, potranno essere seguite da ulteriori otto ore di protesta che verranno decise successivamente.