Flessibilità entri nell’alveo dei Ccnl

19/06/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
144, pag. 4 del 19/6/2003
di Teresa Pittelli

La richiesta dei sindacati al minwelfare.
Flessibilità entri nell’alveo dei Ccnl

I sindacati chiedono di riportare nell’alveo della contrattazione collettiva i contratti flessibili introdotti dal decreto di attuazione della riforma del lavoro. E più garanzie per le collaborazioni coordinate e continuative che si trasformeranno in lavoro a progetto. Questo il risultato del primo round di consultazioni delle parti sociali sul maxi-decreto che si è svolto ieri al ministero del welfare (prossimo incontro martedì 24). Ma il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, non è preoccupato dalle critiche, che arrivano non solo dalla Cgil, ma anche da Cisl e Uil e dalla Legacoop. ´Riusciremo ad arrivare a un testo del decreto attuativo della riforma Biagi largamente condiviso’, ha detto al termine dell’incontro. Un ottimismo che però non nasce da un cambiamento di rotta della Cgil, che ha confermato la contrarietà all’intero provvedimento, definito dal segretario confederale Beppe Casadio ´un obbrobrio del diritto del lavoro’. Parzialmente soddisfatte, invece, le pmi. Il presidente di Cna, Ivan Malavasi, soddisfatto delle linee generali del decreto, è però preoccupato ´dalla nuova normativa sull’apprendistato e sui contratti di inserimento, che rischia di mettere in crisi il principale strumento attraverso il quale le imprese artigiane e le pmi immettono sul mercato del lavoro centinaia di migliaia di nuovi posti’. Ma su alcuni punti critici affilano le armi anche Cisl e Uil. Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl, insiste sulla ´necessità che i nuovi lavori siano regolati dalla contrattazione nazionale’. E chiede che ´con il superamento delle co.co.co. e l’introduzione del lavoro a progetto, siano definite in modo chiaro le tutele su maternità, infortunio, malattia e ammortizzatori sociali’. Ci sono, poi, altre due preoccupazioni che la Cisl condivide con la Uil. La prima è ´la contrarietà ad affidare il part-time alla contrattazione individuale’, come ha chiarito Bonanni. ´Anche perché ulteriori elasticità lo rendono una condizione da subire per il lavoratore più che un’opportunità da utilizzare’, ha aggiunto Fabio Canapa (Uil). Cisl e Uil chiedono anche di precisare le condizioni di applicazione dello staff leasing.