Flessibilità di reparto all’Unicoop di Firenze

23/11/2000

loghino.gif (3272 byte)





Giovedì 23 Novembre 2000 italia – lavoro
Per migliorare il servizio flessibilità di reparto all’Unicoop di Firenze

FIRENZE. Si chiama "Progetto isole" e prevede che i dipendenti di ogni unità organizzativa decidano autonomamente la distribuzione del proprio tempo di lavoro. L’iniziativa, che sarà introdotta in via sperimentale alle casse dell’ipercoop di Montecatini (gruppo Unicoop Firenze: 2.800 miliardi di fatturato, 5.500 dipendenti e 90 punti vendita in Toscana), è frutto di un accordo sindacale unico nel sistema della grande distribuzione.

L’obiettivo è di conciliare le esigenze del consumatore con quelle dell’azienda e dei lavoratori che, nel caso del reparto cassa dell’ipercoop di Montecatini, sono tutte donne sotto i quarant’anni, spesso con impegni familiari. Il "Progetto isole" – come spiegano alla Unicoop Firenze – non è stato impostato soltanto per affrontare i problemi femminili, ma per cercare di risolvere complessivamente il nodo della flessibilità del lavoro. Grazie all’accordo, la cooperativa stabilisce quanto lavoro occorre per garantire il servizio, mentre i dipendenti decidono autonomamente, all’interno del reparto, quando lavorare. Ciascuno potrà variare la distribuzione del proprio tempo, su base giornaliera e settimanale, compatibilmente con le esigenze di tutti.

La sperimentazione inizierà a febbraio 2001 e durerà un anno. Dopo di che si aprirà un confronto per decidere se introdurre questa innovazione in maniera stabile. L’adesione dei dipendenti è volontaria, e chi sceglierà di partecipare alla fase sperimentale riceverà un incentivo economico. «Da questo progetto ci aspettiamo risultati importanti, soprattutto per quanto riguarda l’attenzione verso i clienti – commenta Marino Gori, direttore dell’ipercoop di Montecatini -. Chi lavora a ritmi personalizzati, infatti, tende ad avere un rapporto più cordiale con il consumatore». Anche per il sindacato la strada è giusta: «Si tratta di un buon accordo – sottolinea il segretario provinciale della Filcams di Pistoia, Roberto Mati – che ha il merito di affrontare il problema della flessibilità con un giusto equilibrio tra le esigenze dell’azienda e dei lavoratori».

C.Per.