Fiuli V.G. Commercio, la Cgil boccia i nuovi orari

19/09/2005

    Sabato, 17 Settembre 2005

    Annunciata una mobilitazione

    Commercio, la Cgil boccia i nuovi orari

      Norme contenute nel ddl Bertossi

        Bocciati dal sindacato i nuovi orari commerciali fissati nei giorni scorsi dalla Giunta regionale. Orari che, secondo la Filcams Cgil, penalizzano soprattutto le lavoratrici e non servono a risollevare le sorti del settore. Per questo il sindacato annuncia mobilitazioni.

          «Il giudizio del sindacato è assolutamente negativo sia nel metodo, senza un vero confronto con le parti sociali che rappresentano questo settore, sia nel merito» – è la sentenza categorica di Susanna Pellegrini, segretario generale della Filcams Cgil di Pordenone -. Concetti come valorizzazione del lavoro e tutela contrattuale non sono neppure citati nel disegno di legge».

            Secondo il sindacato di categoria, il disegno di legge non è in linea con quanto in vigore nelle altre regioni: «In tutte le regioni si è deciso che le attività commerciali possono stare aperte per un massimo di 13 ore al giorno;il disegno di legge Bertossi, invece, per il Friuli Venezia Giulia ne prevede 14. Sugli orari è stata presa una decisione alla Ponzio Pilato, demandando a soggetti come la Conferenza dei servizi provinciale (dalla quale sono esclusi i rappresentanti dei lavoratori del settore) la scelta su una questione così importante come gli orari. Ogni provincia potrà fare quello che le pare».

              A subire le conseguenze più pesanti saranno dunque le lavoratrici: «Le lavoratrici di questo settore, che sono la maggioranza, pagheranno il prezzo più caro ancora una volta. Verrà scaricato su loro l’onere del disagio: se vogliono lavorare, vedranno peggiorate le loro condizioni di lavoro e qualità della vita. Non dimentichiamo che le donne lavoratrici sono anche madri e sono purtroppo loro che si occupano ancora – quasi esclusivamente – della cura della famiglia, figli, anziani eccetera».
              «È assurdo – continua Pellegrini – esprimersi solo sugli orari commerciali, senza intervenire anche sugli orari della città con servizi adeguati, più fruibili, più flessibili. Sembra che si sia perso il senso delle cose e non si conoscano più i problemi reali delle persone, dei lavoratori, dei cittadini».

                Ma le nuove regole non gioverebbero neanche ai consumatori: «Sarà inoltre più utile per un consumatore trovare prodotti di qualità a buon prezzo che andare a fare shopping alla domenica o alle 10 di sera? Mi permetto di rispondere a Illy quando dichiara che la liberalizzazione degli orari risolleva il commercio. Non so di quali dati sia in possesso. Nella sua stessa città, dove è possibile tenere aperto tutte le domeniche, non c’è segno di ripresa».

                  Secondo il sindacato, le aperture domenicali non servono quindi nemmeno a risollevare il settore: «Per quanto riguarda nello specifico la nostra provincia, le aperture domenicali non solo non hanno sviluppato il settore e portato occupazione, ma le aperture selvagge hanno costretto donne lavoratrici del settore a dimettersi o a rifiutare offerte di lavoro – quando questo significava lavorare di domenica – e inoltre il peggioramento della qualità dell’occupazione ha reso peggiore anche la qualità del servizio».

                    La Filcams Cgil annuncia perciò che il 4 ottobre ci sarà un attivo unitario dei delegati e delegate del commercio Cgil, Cisl e Uil a Trieste, per decidere forme di mobilitazione contro il disegno di legge sul commercio.