Fiuggi, ultimo appello per Terme e Comune

26/04/2001



Cronaca di Roma

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Fiuggi, ultimo appello per Terme e Comune


di DARIO DI VICO

      Enzo Mattina sta affrettando i tempi. Il presidente dalla Confinterim, l’associazione che raggruppa le società di lavoro interinale, ha intenzione di creare una sorta di «confindustria del lavoro flessibile». E per questo motivo nelle ultime settimane ha intensificato i rapporti con le altre associazioni. Come l’Asop, che rappresenta le società di collocamento privato, l’Assores, associazione di categoria della ricerca e selezione del personale e, infine, con i rappresentanti delle società di outplacement. Il primo gradino è creare un forum permanente di queste associazioni con funzioni di lobby e interlocuzione diretta con il mondo sindacale e politico. «Nel 2000 circa 1,6 milioni di persone in Italia ha cambiato lavoro – sottolinea Mattina – E quindi c’è una necessità sempre maggiore di dare rappresentanza al mutamento sociale. Ormai anche all’operaio non è chiesta più una mansione puramente ripetitiva, ma gli viene domandato di pensare».
      Enrico Manca
      ed Ernesto Mauri , amministratore delegato della nuova Telemontecarlo si sono visti a Roma nei giorni scorsi. Manca ha esposto al manager lombardo i programmi dell’Isimm, l’Istituto per lo studio dell’ innovazione nei media e per la multimedialità, che proprio in questi giorni ha compiuto i dieci anni di attività. Tmc potrebbe già nelle prossime settimane diventare socio dell’Isimm e affiancarsi così ai grandi gruppi come Telecom, Mediaset, Fiat, Rai e Ibm che ne fanno parte da tempo. Ex presidente della Rai e ministro socialista, Manca oggi difende l’autonomia dell’Isimm: «Abbiamo buoni rapporti con la sinistra ma anche con il Polo».
      Le Terme di Fiuggi rischiano il fallimento e di conseguenza l’azionista unico, il Comune, rischia il dissesto finanziario. La privatizzazione infatti è fallita e ci sono sempre 120 miliardi di debiti a cui far fronte. Toccherà alla Regione Lazio cercare di trovare una via d’uscita e togliere così le castagne dal fuoco alla giunta di Fiuggi capeggiata dal sindaco
      Virginio Bonanni di Forza Italia. Le offerte presentate dalle due cordate rimaste in lizza, quella capeggiata da Cristina Busi e quella composta dagli imprenditori romani Calabrò e Malavolta , non si sono rivelate «congrue». Nessuna delle due ha presentato, infatti, la fidejussione di 100 miliardi richiesta da Bonanni e per di più Malavolta ha abbandonato la corsa in prossimità dell’ultimo giro. Una riunione che appare già come decisiva si terrà domani in Regione.
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