Fiuggi, futuro incerto per 160 lavoratori

04/01/2002


Giovedì 3 Gennaio 2002

VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DELLE TERME E DELL’IMBOTTIGLIAMENTO

Fiuggi, futuro incerto per 160 lavoratori

Le maestranze, preoccupate, ieri hanno occupato gli impianti di località ”Spalagato”

di ANTONIO MARIOZZI

Speranze e preoccupazioni si accavallano a Fiuggi per la privatizzazione dell’azienda che gestisce le Terme e lo stabilimento della celebre acqua oligominerale, mentre le maestranze dell’imbottigliamento hanno occupato ( in modo pacifico) la fabbrica di località Spalagato. Ieri pomeriggio il sindaco Virginio Bonanni ha illustrato i contratti per cedere il settore industriale alla Sangemini ( il gruppo umbro che fa capo all’Hopa di Emilio Gnutti) e le Terme all’Anticoli, una società guidata dal banchiere e presidente dell’Unione Industriale di Frosinone Giuseppe Zeppieri. L’imbottigliamento e gli stabilimenti termali passeranno ai privati per vent’anni, ma lavoratori e sindacati chiedono ampie garanzie sull’occupazione contestando la «mancanza di un progetto complessivo per l’azienda » e diffidando il Comune ( proprietario della società termale) e i consiglieri comunali ad approvare i contratti d’affitto «che non salvaguardano nessuno, tanto meno gli interessi della città ». Il piano di privatizzazione prevede 70 dipendenti allo stabilimento e 130 alle Terme, rispetto ai 360 utilizzati oggi nei due comparti. Per i 160 esuberi (circa 100 all’industria e i restanti tra Terme e servizi del Comune) si dovrà cercare una soluzione, che non è stata ancora precisata (oltre cinquanta operai dovrebbero comunque finire nei vari servizi comunali). Inoltre con la firma dei contratti sarà superato, attraverso una transazione, il lungo contenzioso con l’Ente Fiuggi. Il sindaco ieri, durante un’affollata e animata assemblea pubblica al teatro comunale, ha ribadito che non esiste un’offerta per rilevare l’intera azienda (che ha debiti per 127 miliardi di lire) e che nessuno perderà il posto di lavoro. « Al massimo – ha spiegato Bonanni – le maestranze andranno a perdere il dieci per cento della retribuzione e non mi sembra una carneficina. La Regione ci sta aiutando – ha continuato- e dalla popolazione ho tanti attestati di fiducia che mi invitano a proseguire sulla strada intrapresa. Se resterò solo, andrò via e sarete contenti ». E ha aggiunto : « Questa è un’operazione che salverà la città. Ho fondati motivi per ritenere che l’accordo sindacale sia accettabile, anche perché il sigillo lo metterà la Regione Lazio, che dirà come saranno sistemati i lavoratori ». Infine, rivolto agli operai, ha ammonito: « Il rischio del fallimento dell’azienda è reale – ha concluso Bonanni – e con il muro contro muro fate autolesionismo ». Ma le parole del primo cittadino non tranquillizzano le maestranze dell’azienda idrotermale, che hanno criticato la scelta del Comune. « Il rilancio della città – hanno scritto tra l’altro le Rsa del settore industria – non può passare sulla pelle dei lavoratori ». Intanto i segretari provinciali di Cgil,Cisl e Uil (Benedetto Mollica, Romano Fratarcangeli e Domenico Fracasso) hanno chiesto un incontro per oggi con l’assessore regionale al Bilancio Andrea Augello, allo scopo di arrivare a una valutazione più approfondita delle varie offerte. E, sempre oggi, il Centrosinistra terrà assemblea pubblica per impedire «la svendita della città e la rapina della ricchezza cittadina ». Poi la parola passerà al Consiglio comunale, che domani sarà chiamato ad approvare i contratti con Sangemini e Anticoli.