“Fisco” Visco avverte: evasione devastante

29/01/2007
    domenica 28 gennaio 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    Visco avverte: evasione devastante

      Tasse non pagate
      fino al 17,7 % del Pil
      che stravolgono
      la competitività

        GIACOMO GALEAZZI

        ROMA
        «Le liberalizzazioni sono importantissime» e il governo continua il suo «forcing» nella lotta all’evasione fiscale i cui livelli, «compresi tra il 16,6% e il 17,7% dell’intero Pil», sono «devastanti» per «l’efficienza dell’economia» e creano «distorsioni del sistema competitivo». La promessa arriva dal viceministro dell’Economia, Vincenzo Visco, che è tornato a battere sul tema del sommerso in un discorso agli allievi dell’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo, in occasione dell’inaugurazione dell’anno di studi. «Non ci fermeremo qui», ha infatti assicurato Visco ai futuri finanzieri dopo aver ricordato le norme antievasione dello scorso luglio. In arrivo c’è «una nuova strategia per gli accertamenti che aumenta le probabilità» di “stanare” gli evasori: si punterà soprattutto sulla «elettronica a fini antievasivi», con strumenti come la fattura elettronica e la riduzione del ricorso al contante, «mezzo di pagamento preferito da chi evade, oltre che dalla malavita». Il sommerso, che Visco ha ricordato essere in Italia doppio che in Francia, Germania e Gran Bretagna, e il quadruplo di Austria, Olanda e Irlanda, è infatti un fattore di «distorsione del sistema competitivo», in quanto penalizza chi paga le tasse a scapito di chi evade. La lotta all’evasione diventa, dunque, «decisiva» per creare «un contesto concorrenziale accettabile»: consentendo «una diminuzione delle aliquote» e stroncando il dumping fiscale «tra i settori che pagano le imposte e le attività sommerse». Ma la stretta sugli evasori, ha detto Visco, è solo uno degli interventi necessari per rilanciare il Paese e trasformare, dopo «cinque anni in cui la crescita reale è stata vicina a zero, i primi segnali di ripresa» in una «crescita duratura».

        Quanto alle proteste di Confedilizia per la riforma del catasto, Visco ribatte secco: «L’organizzazione dei grandi proprietari immobiliari, teme che il catasto funzioni e sia trasparente davvero, perciò conduce una campagna per far credere che si moltiplicheranno gli introiti fiscali a danno degli italiani che posseggono un’abitazione». Mentre la riforma, su base patrimoniale, del catasto verrà fatta «in modo da garantire parità di gettito, con la revisione al ribasso anche delle attuali aliquote» Quindi lo Stato e i Comuni per legge non potranno utilizzare questa riforma per fare cassa. Visco, inoltre, ha ricordato le liberalizzazioni appena approvate, strumento «importantissimo» di mobilitazione «delle forze vitali» di un’economia dove «i servizi vengono ancora oggi gestiti in situazioni di quasi monopolio», e attraverso cui «eliminare le rendite di posizione, favorire la concorrenza, e premiare il merito».