“Fisco” Tasse, frenata sull´archivio dei vip

23/11/2006
    gioved� 23 novembre 2006

    Pagina 13- Interni

    Sotto tiro il progetto di un diverso sistema di protezione per i dati delle persone famose nell�Anagrafe tributaria

      Tasse, frenata sull�archivio dei vip

        Critiche a Visco. Il viceministro: non voglio fare discriminazioni

          Dissenso anche dai Ds.
          Il Pdci: abusi gravi,
          ma siamo tutti uguali
          di fronte alla legge

          Un programma speciale
          segnaler� i controlli su
          nomi ritenuti "sensibili"

            ROMA – La scelta dei vip da proteggere dagli spioni fiscali non ha fatto in tempo a scattare. � bastato che fosse avanzata, e la proposta del viceministro Vincenzo Visco � finita sotto una gragnuola di contestazioni. Trasversali. Un archivio fiscale ad hoc per personaggi noti, da garantire pi� del cittadino-contribuente comune? E con quali criteri preferire il presentatore all�attore, la parlamentare alla velina? Questi erano gli interrogativi sull�ipotesi (senza precedenti) che circolavano ieri tra il divertito e il semiserio.

            Il progetto prende le mosse dall�esigenza di evitare il ripetersi dei gravi episodi scoperti nei mesi scorsi, lo spionaggio ai danni del premier Prodi ma anche del capo dello Stato Napolitano, di Berlusconi e di una schiera di personaggi dello sport e dello spettacolo. Sta di fatto che la piattaforma � stata gi� bocciata nella sostanza tanto dal centrosinistra quanto dal centrodestra, per non dire delle perplessit� dell�Autorit� per la privacy.

            A sera, di dubbi se ne erano accumulati tanti da costringere l�autore della proposta a una precisazione, se non a una correzione di rotta. Dal ministero infatti spiegavano che in realt� le idee proposte da Visco sono due. La prima � quella che comporterebbe una responsabilizzazione delle Agenzie delle Entrate sui controlli che vengono effettuati nei loro uffici. Periodicamente, i responsabili delle strutture dovrebbero verificare tutte le indagini condotte a carico di personaggi noti e il motivo. Non sar� creato invece – � stato sottolineato – alcun archivio vip. Il ministero piuttosto sta studiando un programma informatico in grado di avvertire in tempo reale, o al massimo con un margine di ritardo di una settimana, se vengono effettuate indagini su alcuni nomi selezionati. Meccanismo che non le tutelerebbe di pi�, ma consentirebbe di risalire agli spioni con maggiore facilit� e rapidit�.

            Non ci sar� l�archivio, ma il cuore della proposta – una differenziazione nel trattamento e nella protezione dei dati – resta. Ed � stato proprio questo aspetto ad aver suscitato le critiche pi� aspre e trasversali. L�ex ministro Giulio Tremonti, intervistato da "Repubblica Radio tv", ha bocciato l�iniziativa ribadendo la sua convinzione: i casi di spionaggio erano frutto di �stupidate fatte da impiegati che non sapevano come passare qualche minuto, mentre tutti denunciavano questi gravissimi atti distorsivi della vita democratica. Oggi poi si parla di proteggere i vip. Questo Paese non � serio come dovrebbe essere�. Da Mauro Paissan, componente dell�Autorit� per la privacy, un no senza mezzi termini: �I vip e i politici non hanno diritto a maggiore privacy, tutti dobbiamo avere la stessa tutela dei dati fiscali. E poi mi chiedo come si fa a stabilire chi � vip e chi no, il calciatore di serie A o di B? Il politico noto o i deputati peones?� Un concetto, questo, ribadito in tante altre reazioni. Neanche ai colleghi di partito di Visco la proposta � piaciuta. �Non mi piace per niente – spiegava il diessino Giuseppe Calderola – . Il mio amico Visco rischia ad ogni uscita di apparire come il persecutore, il super poliziotto fiscale. E in questo caso per quale ragione si dovrebbe distinguere tra due cittadini? Mi piacerebbe finalmente un Visco un po� pi� buonista, lo manderei a lezione da Veltroni�. Pi� a sinistra, il tasso di gradimento scende ancora. �Ci sono stati gravi e indecenti abusivi – ha spiegato il capogruppo del Prc, Gennaro Migliore – ma siamo tutti uguali di fronte alla legge, con i medesimi diritti. Va bene la tutela della privacy, ma il vero problema sul quale intervenire � la gestione di questi dati sensibili, non blindare i vip�. La deputata di An Daniela Santanch�, nella doppia veste di parlamentare e di protagonista del vippaio milanese, prende la questione da un�altra prospettiva: �Che demod�, Visco non sa nemmeno che il termine vip non si usa pi�, non ha alcuna cognizione dell�upper class. E in ogni caso, anche i miei amici pi� famosi, ne sono certa, non vorrebbero mai essere trattati da privilegiati. � imbarazzante�.