“Fisco” Stretta al sommerso, primi risultati

09/01/2007
    martedì 9 gennaio 2007

    Pagina 3 – In primo piano

    Stretta al sommerso, primi risultati

    Emerge un gettito extra per l’Iva sugli scambi interni da settembre a dicembre

      di Dino Pesole

        La stretta sull’evasione Iva disposta con il decreto «Visco-Bersani » di luglio comincia a dare i suoi frutti. Stando agli ultimissimi dati in possesso dei tecnici dell’Economia, a fine 2006 sono stati incassati oltre 2 miliardi in più dall’Iva sugli scambi interni,rispetto a quanto previsto dalla Relazione previsionale e programmatica di settembre.Nel totale,sono state stimate entrate per complessivi 419,1 miliardi, 214,7 dei quali dal fronte delle imposte indirette.

        Il «peso» del sommerso

          Il consuntivo appare confortante, anche se la prudenza appare quanto mai opportuna quando si ha a che fare con ifrutti realio attesi della lotta all’evasione. Le ultime cifre le ha fornite il vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco, nel suo intervento del 18 dicembre alla Scuola di Polizia tributaria.Dati che allarmano, e che per buona parte confermano le elaborazioni pubblicate ieri dal «Sole24 Ore»del Lunedì.Con riferimento al 2004, l’Istat ha stimato in un range tra il 16,6 e il 17,7% il valore aggiunto dell’intera economia sommersa nel nostro Paese. Per un terzo, tale enorme quantità di risorse sottratte a tassazione si deve al lavoro in nero,la parte restante a sottodichiarazioni di fatturato.

          Le grandezze coinvolteintermini di mancato gettito parlano chiaro: 7 punti di Pil di entrate che non affluiscono all’erario (oltre 105 miliardi di €, con riferimento al 2004), il 1718%del totale delle entrate, compresi i contributi. Nel commentare questi dati, Visco ha peraltro sottolineato come la metodologia applicata dall’Istat si applichi alle sole imprese con meno di venti dipendenti, e dunque l’ammontare effettivo del sommerso potrebbe anche essere più consistente. A conclusioni analogheè giunta l’Agenzia delle Entrate e il Dipartimento per le Politiche fiscali. La Banca d’Italia, utilizzando il metodo di Vito Tanzi, in base al quale si stima la quantità di circolante imputabile al sommerso ( si suppone che gran parte delle transazioni sommerse avvenga in contanti).

          Il 60% in più dell’Ocse

            Cifre a dir poco allarmanti,anche nel confronto internazionale. Con riferimento alla media dei paesi Ocse, l’Italia presenta un sommerso più elevatodi almeno il 60 per cento.«Dopo una diminuzione dell’evasione media nel periodo 1998 2000 —ha sostenutoVisco — si assiste a una preoccupante inversione di tendenza, con una crescita del sommerso stimabile fino a quasi mezzo punto in più tra il 2002 e il 2004».Nel 2006 — ha calcolato «IlSole24Ore» del lunedì — sono stati sottratti a tassazione 115 miliardi. «Siamo di fronte a una pratica estremamente preoccupante e diffusa », ha commentato la parlamentare Maria Paola Merloni, dell’Esecutivo della Margherita. E la Guardia di Finanza, tanto per citare il dato più recente, ha scoperto nell’anno appena trascorso 6.950 evasori totali. In totale, i redditi non dichiarati ammontano a 15,3 miliardi. In particolare per l’Iva, l’evasione accertata è di3,5 miliardi, il 40% in più rispetto al 2005.

            Maggiori entrate per 8 mld

              Alla luce di queste cifre,si conferma che la lotta all’evasione fiscale è operazione lunga e complessa, i cui frutti,soprattutto in termini di compliance, potranno essere visibili solo nel medio periodo. Tra il decreto «Visco-Bersani» di luglio, il provvedimento fiscale collegato alla manovra e la Finanziaria, il Governo ha già contabilizzato maggiori entrate dalla lotta all’evasione per 8 miliardi (3,3 per effetto della revisione degli studi di settore).Una cifra ragguardevole, che potrà essere verificata solo a fine anno,quando sarà possibile depurare il maggior gettito dalle componenti cicliche, isolare gli incassi che possono essere qualificati come strutturali e poi avviare la discussione su come ripartire le eventuali risorse aggiuntive.