«Fisco soft, ma consumi fermi»

12/12/2002


            12 dicembre 2002


            L’analisi dell’Osservatorio Luiss
            «Fisco soft, ma consumi fermi»


            ROMA – Gli sgravi fiscali a beneficio dei redditi medio-bassi, previsti dall’articolo 2 della Finanziaria, saranno pari a 8 miliardi di €, contro i 5,5 previsti dal Governo. Ma non vi sarà l’auspicato effetto espansivo sui consumi, e nel 2006 si registerà uno "scalino" di maggiore inflazione pari allo 0,5 per cento. Prevale infatti nei contribuenti l’incertezza sul futuro dell’economia, alimentato dalla crisi dei corsi azionari e dalle incertezze sul fronte dell’occupazione. Quindi, è probabile che il maggior reddito disponibile prodotto dagli sgravi fiscali venga indirizzato soprattutto verso il risparmio. È quanto emerge dal 30° Rapporto sulla «Legge Finanziaria, le crescita, i conti pubblici», messo a punto dall’Osservatorio e Centro studi Monetari della Luiss. Il giudizio sulla manovra è critico: fornisce – si legge nel Rapporto – «un sostegno solo momentaneo a un’economia che risente della sfavorevole congiuntura mondiale». Enzo Rossi, curatore del Rapporto, si è soffermato sulla riforma dell’Irpef. «Mezzo punto in più di inflazione – ha osservato – nuocerà alla competitività». Il problema – ha aggiunto il capo economista di Confindustria, Giampaolo Galli – è che se non si tagliano le spese insieme alla riduzione delle tasse si può ingenerare nei consumatori la percezione di un peggioramento dei conti pubblici. Per questo motivo, l’effetto sui consumi potrebbe essere vanificato. Le imprese – ha concluso Paolo Onofri – avevano due anni fa la certezza sulle prospettive di tassazione. «Ora invece viene offerto un quadro di incertezza».