Fisco: Padoa-Schioppa resta cauto

26/07/2007
    giovedì 26 luglio 2007

    Pagina 5 – Primo Piano

    IL MINISTRO NELLA CITY

      Fisco, Padoa-Schioppa resta cauto
      «Tagli possibili, ma non sull’Irpef»

        dal nostro corrispondente
        Guido Santevecchi

          LONDRA — La City dice all’Italia di «andare avanti così», sulla strada del risanamento. Questo è il segnale che Tommaso Padoa- Schioppa ha ricevuto nei colloqui con operatori finanziari e con il nuovo Cancelliere dello Scacchiere Alistair Darling. Il ministro dell’Economia italiano è venuto a Londra per ribadire il suo messaggio di rigore nella gestione dei conti pubblici e ha detto che «è troppo presto per parlare di ridurre le tasse l’anno prossimo ». Niente tagli all’Irpef nella finanziaria di settembre per il 2008, perché nonostante il forte impegno contro l’evasione fiscale «circa il 7% del Pil evade». Mano a mano che avremo successo in questa battaglia si potranno ridurre le aliquote, ha spiegato il ministro in un’intervista all’agenzia Bloomberg,

          dicendo di non escludere intanto altre forme di sgravi fiscali.

          Padoa-Schioppa è stato anche nella redazione dell’Economist e ha avuto la sensazione che «nonostante l’Italia sia vista tradizionalmente in Gran Bretagna come il Paese delle sorprese e della discontinuità, questa volta ci sia il riconoscimento dei risultati raggiunti in campo economico dal governo nei 14 mesi di lavoro: il tenore della discussione oggi è stato "andate avanti così"».

          La missione è servita anche per il primo contatto con Alistair Darling, a cui Gordon Brown ha deciso di affidare il Tesoro di Sua Maestà dopo averlo guidato per dieci anni nell’era Blair. Al centro del colloquio al numero 11 di Downing Street la riforma del Fondo monetario internazionale. Padoa- Schioppa spera che maturi una decisione in occasione della riunione di ottobre: «Lo scopo prioritario è il rafforzamento dell’Fmi, che deve essere vista non come un’istituzione dei Paesi più avanzati ma sentita come propria anche dai Paesi emergenti come Cina e India».

          Sul Fondo si era espresso anche Darling, prendendo le distanze dalla decisione europea di nominare il francese Dominique Strauss-Kahn come candidato alla direzione e invocando una revisione della vecchia tradizione secondo la quale Stati Uniti ed Europa si spartiscono le cariche: Banca mondiale a un americano, Fmi a un uomo del Vecchio Continente. Se è stato così nel passato non significa che debba continuare nel futuro, aveva detto il Cancelliere.

          Il ministro italiano ha speso qualche parola per replicare a Nicolas Sarkozy a difesa dell’autonomia della Banca centrale europea. Il presidente francese aveva contestato a più riprese l’euro troppo forte nei confronti del dollaro (ieri era a 1,38) prendendosela con la politica monetaria della Bce.

          «I governi debbono aspettarsi solo che la Bce garantisca stabilità dei prezzi e debbono rispettare la sua indipendenza: tutte queste critiche a causa della forza dell’euro possono risultare pericolose», ha avvertito Padoa-Schioppa. Quello dell’euro è un problema che non tocca Londra: Brown ha appena riaffermato che la decisione britannica di tenere la sterlina «si è dimostrata buona per noi e anche per l’Europa».