“Fisco” «L’intervento sul cuneo per noi era chiaro» (M.Maulucci)

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 9 – Economia

    IL SINDACALISTA/1

      Il segretario confederale Cgil

        �L�intervento sul cuneo per noi era chiaro�

          "Rispettato
          il rapporto
          60% a impresa,
          40 al lavoro

            Maurigia Maulucci*
            (*segretario confederale della Cgil)

              Caro Direttore,

              Vorrei provare a rassicurare Massimo Giannini sulle capacit� di intendere della Cgil: noi, da tempo, avevamo ben chiara la metamorfosi della proposta elettorale di riduzione di 5 punti del cuneo fiscale.

              Basta leggere, neanche con particolare acume, il Dpef nel quale � scritto chiaramente che da quella riduzione sarebbero stati esclusi i contributi previdenziali, vale a dire il 33 per cento dell�intero costo del lavoro. Il resto � sostanzialmente composto da oneri impropri, la fiscalizzazione dei quali sarebbe stata del tutto insufficiente per raggiungere l�obiettivo della riduzione di 5 punti del cuneo fiscale, senza interventi aggiuntivi sulla componente costo del lavoro dell�Irap.

              La decisione del governo si � orientata verso una scelta: la riduzione dell�Irap per le imprese e dell�Irpef per il lavoro dipendente. Date queste condizioni, non abbiamo fatto fatica a elaborare il lutto per i 5 punti di riduzione del costo del lavoro. Nel bilancio 2007 – per giunta – questo capitolo comporta 5,4 miliardi di euro articolati in 2,4 per l�impresa e 3 per il lavoro dipendente, di cui 1,4 miliardi per gli assegni familiari e altrettanti per le detrazioni, per finanziare i quali si � costruita la manovra per via fiscale. Mi sembra che l�equilibrio 60 per cento all�impresa, 40 per cento al lavoro per quest�anno sia ampiamente rispettato.

              Faccio un esempio.

              Un lavoratore con uno stipendio netto di 1.468 euro mensili avrebbe risparmiato circa 30 euro grazie alla riduzione del costo del lavoro; ne guadagna 61 con la manovra sull�Irpef.

              Certamente a 80mila euro di reddito la penalizzazione mensile � di 66 euro. Senza questa distribuzione selettiva, verso i redditi medio-bassi e le famiglie, nessuno si sarebbe accorto della riduzione del cuneo fiscale.

                E peraltro, come giustamente ha scritto Eugenio Scalfari, quei 66 euro che un reddito da 80mila euro perde corrispondono a una cena al ristorante al mese in meno.