“Fisco” L’evasore resta in paradiso

16/01/2006
    domenica 15 gennaio 2006

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    SOMMERSO – SI ATTENDE UNA SVOLTA CON LA FINANZIARIA, IL VECCHIO SISTEMA DI RISCOSSIONE PORTAVA SOLO AL 5% DELL’ACCERTATO

    Controlli o no, l’evasore resta in paradiso

      Cresce il gettito, ma è meno della metà rispetto al 2001. Crollo alla voce plusvalenze

        Alessandro Barbera

        ROMA
        Sorpresa: il gettito da lotta all’evasione torna a salire. E non di poco: +84,8% nei primi nove mesi del 2005. Ma nonostante il balzo si tratta di meno della metà di quanto si era raccolto cinque anni fa, il primo anno del Berlusconi II: circa un miliardo contro i 2,3 del 2001, quando iniziò la stagione dei condoni. Paradossalmente il venir meno delle sanatorie dimostra quanto esse abbiano pesato sui dati di questi anni. E questo non vale solo per i dati sull’evasione accertata, ma per l’insieme delle entrate. Che in questo caso scendono: il gettito complessivo, sempre nei primi nove mesi dell’anno appena trascorso, segna infatti un -1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In realtà, secondo i dati diffusi dal dipartimento delle Politiche Fiscali, nel 2005 il gettito delle principali imposte è salito: Ire e Ires (ex Irpef e Irpeg), Iva. E’ salito persino il gettito dell’Irap nonostante le mancate promesse del governo. A pesare sul calo del gettito, grazie soprattutto all’introduzione della «partecipation exemption» per le società, è il crollo della tassazione da plusvalenze: -2,2 miliardi rispetto ad un anno fa, il 66%.

        L’EVASIONE. Lo stop alla lunga fase dei condoni si vede. Se il ritmo di crescita del gettito dovesse rimanere costante fino alla fine dell’anno, il dato del 2005 risalirebbe ai livelli del 2002 (circa 1,6 miliardi), ma decisamente al di sotto dell’inizio della stagione dei condoni, nel 2001. Il recupero maggiore di gettito arriva comunque con la nuova Irpef (+123%) e dall’Iva (+109%). C’è poi da considerare lo scarto fra l’accertato e la cifra che effettivamente l’amministrazione fiscale riuscirà a recuperare.

          «Il vecchio sistema delle riscossioni permetteva di raggiungere al massimo il 5% dell’accertato», spiega il tributarista Andrea Carinci, professore a Bologna. Un sistema che la Finanziaria 2006 rivoluziona con la chiusura delle concessionarie (di proprietà delle banche) e la nascita di una società pubblica, «Riscossione spa». Di certo, spiega Carinci, «il sistema nel suo complesso migliorerà. Resta solo da capire cosa accadrà quest’anno nel passaggio da un sistema all’altro».

          IL GETTITO A -1%. Il venir meno dei condoni tombali (quest’anno è stata introdotta una sanatoria con il concordato triennale, ma molto limitata) si nota anche sul dato complessivo delle entrate. Che in questo caso scende notevolmente: il gettito tributario nei primi nove mesi del 2005 si è infatti fermato a quota 241 miliardi e 935 milioni di euro, l’1% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno prima. In termini assoluti sono ben 2,5 miliardi di euro. Senza considerare gli incassi dei condoni (che gonfiano i dati 2004) il gettito del 2005 segnerebbe +1,5%.

            Buone notizie arrivano per la nuova Ire: tra gennaio e settembre il gettito della vecchia Irpef è aumentato di 3,2 miliardi, il 3,5%. Sale anche l’imposta sui redditi delle società (Ires, ex Irpeg), cresciuta di 3 miliardi (+21,7%). Bene anche l’Iva (+3,2%, pari a 2,1 miliardi) e a sorpresa l’Irap, nonostante il tira e molla del governo che aveva promesso un taglio che poi non si è realizzato. Il gettito dell’imposta sulle attività produttive è cresciuto di quasi un miliardo e mezzo di euro, pari all’8,3%.

              IL LOTTO IN DISCESA. A pesare sul dato complessivo, nonostante i grandi via vai di pacchetti di azioni della scorsa estate, è il crollo del gettito derivante da capital gain. Ciò lo si deve soprattutto alla riforma dell’Ires che ha introdotto le cosiddette «partecipation exemption» (Pex). In buona sostanza, la riforma della principale delle tasse sulle società ha reso esenti le compravendite di azioni detenute per almeno un anno. La Finanziaria per il 2006 ha alzato la durata a 18 mesi e reso un più stringenti le fattispecie, ma il sistema è rimasto più o meno lo stesso. Il motivo della caduta del gettito, spiegano gli esperti, sta lì. «La riforma ha introdotto un sistema abbastanza coerente ma non ha creato barriere chiare fra la mera speculazione e la partecipazione rilevante», dice Carinci. Da qui il motivo per il quale la famosa megacessione di azioni Bnl da parte degli immobiliaristi non ha aiutato le casse del fisco: – 2,2 miliardi tra gennaio e settembre 2005, il 66% in meno rispetto ai primi nove mesi del 2004. Sono andate male anche le entrate da Lotto: -2 miliardi di euro.