«Fisco, l´evasione è lo sport nazionale»

18/07/2005
    lunedì 18 luglio 2005

    Pagina 13 – Economia

    Il ministro alla Versiliana a un anno dalla sua nomina. Per l´economia 5 miliardi il beneficio degli sgravi, 3 miliardi dalla lotta al sommerso

      «Fisco, l´evasione è lo sport nazionale»

        Siniscalco: no al quoziente familiare, nel 2006 taglio Irap da 2 miliardi

          ALDO FONTANAROSA

            ROMA – Gli italiani ne hanno fatto lo «sport nazionale». Si guardano intorno e – se percepiscono che i controlli sono deboli – si scatenato senza freni. Domenico Siniscalco individua nell´evasione delle tasse il male oscuro dell´economia, un «vizietto che si diffonde dove ci sono lavoro autonomo e micro imprese, più che nell´industria». A un anno dal suo arrivo al ministero della Economia, parlando al Festival della Versiliana di Viareggio, Siniscalco promette che i controlli torneranno spietati.

            L´obiettivo – «ambizioso ma ragionevole» – è recuperare 3 miliardi nel 2006. Come li spenderà? In linea di principio il ministro condivide il sogno del collega leghista Maroni, che vuole tagliare le tasse alle famiglie più numerose. Ma di sogno, appunto, trattasi. Il sistema del quoziente familiare – che Maroni, Udc e An suggeriscono – «è costoso e difficile. No, non è questo l´anno». Semmai ci saranno aiuti mirati, ad esempio alle famiglie che pagano l´affitto di casa.

            Il 2006, invece, sarà l´anno di una prima sforbiciata all´Irap, imposta che le imprese detestano e l´Europa ci chiede di cancellare. «Si tratta di una cosa distorsiva», spiega Siniscalco, «perché colpisce anche il lavoro a prescindere dagli utili e dalle perdite». Alla voce Irap, il governo immagina di rinunciare subito a 2 miliardi (come spesa effettiva, di cassa). Questa somma produrrà un effetto leva per 5 miliardi, premiando le imprese per 4 e i professionisti per un altro miliardo.

            A proposito di tasse, Siniscalco rassicura il villeggiante di Viareggio che domanda di possibili stangate sulle rendite finanziarie: «Non mi preoccuperei. Sono variabili delicate da toccare in un momento simile. I mercati finanziari hanno sofferto, dal 2001 ad oggi». Certo le Borse hanno dato poi segnali di ripresa. «Per questo, appena sono ripartite, noi ne abbiamo approfittato per vendite importanti: della azienda Tabacchi e delle due tranche di Enel, che hanno portato 9 e 4 miliardi. In più c´è la vendita totale di Telecom per un miliardo e mezzo, l´operazione che mi ha soddisfatto di più. Quando privatizzi un´azienda, vendila; non devi tenerne un pezzetto per controllarla poi con la manina».

            E l´economia reale, intanto? «L´Italia cresce pochetto, o addirittura zero», ammette Siniscalco, «a causa anche del caro petrolio. Ma la nave ora si sta disincagliando. Molti segnali dicono che la recessione è arrivata al termine. Questo non significa che siamo nel boom, prevedo però un terzo trimestre positivo, grazie al deprezzamento dell´euro, alla tenuta di risparmi e investimenti pubblici». Per crescere davvero, bisognerà adesso migliorare le infrastrutture («ogni anno fare la Milano-Torino richiede dieci minuti di più»). Mentre il Sud deve giocare la carta del turismo industriale: «In Costa Brava ci sono 50 campi da golf, da Napoli in giù solo 5».

            Siniscalco ricorda, in sintesi, che la Finanziaria del 2006 aggiusterà il rapporto tra il deficit e la ricchezza prodotta (Pil) dello 0,8%. Sarà una manovra correttiva da 11,5 miliardi che colpirà soprattutto quei ministeri incapaci di «rispettare i tetti alla spesa». Siniscalco, «nel famoso collegio di Via XX Settembre», si darà da fare: «Sono un lavoratore stagionale, come i bagnini. Sudo d´estate; l´anno scorso mi sono fermato solo tre giorni. Ma se poi la Finanziaria va bene, vivo di rendita per tutto l´autunno».