“Fisco” «Le fatture non lo salvano»

23/11/2006
    gioved� 23 novembre 2006

    Pagina 5 – Primo Piano

    Finanziaria
    Lotta all’evasione

      GLI ESPERTI CONTRO IL GOVERNO

      �Le fatture non salvano il Fisco�

      PAOLO BARONI

      ROMA

      Uno immagina che facendo incetta di scontrini, non facendo sconti n� all’idraulico n� all’elettrauto, si possa debellare l’evasione fiscale. � il mito del �contrasto di interessi�, che mette uno contro l’altro chi compra e chi vende, la convenienza ad ottenere uno sconto fiscale del primo con l’interesse di evadere del secondo. � un po’ il modello americano che tanti vedono come la cura di tutti i (nostri) mali.

      Falso, non serve. Il contrasto di interessi �non � la soluzione per la lotta all’evasione� scrivono su Lavoce.info gli esperti Maria Cecilia Guerra e Alberto Zanardi. Stesso responso d� Secit-Bocconi che arriva a mettere in forse anche gli sconti per le ristrutturazioni edili. Basta la semplice aritmetica a chiarire il �punto critico� dimenticato nei dibattiti: �Se le autorit� fiscali volessero rafforzare il contrasto di interessi in modo tale da annullare la convenienza economica dell’evasione, l’agevolazione fiscale riconosciuta ai contribuenti onesti dovrebbe essere tale da annullare completamente il gettito dello Stato�. Conti alla mano: senza contrasto di interessi, a fronte di un prezzo dichiarato pari a 100, lo Stato incassa 52; con una detrazione del 19% si scende a quota 33 e col 100% addirittura si arriva a 27.

      Il Secit fa invece i conti in tasca a una delle figure simbolo del fornitore-evasore: l’idraulico. Lo studio arriva alle stesse conclusioni degli economisti de Lavoce.info: la semplice detrazione Irpef non riduce l’evasione e dunque pensare di ampliare il meccanismo del �contrasto di interessi� non serve. Anche qui l’unico effetto sarebbe tagliare gli incassi dell’erario. Il Fisco, infatti, non ci rimette solo nel caso in cui l’evasione recuperata � molto alta. Cosa che restringe le categorie sulle quali � possibile intervenire. Per quanto riguarda gli idraulici, esaminando i dati delle dichiarazioni e quelli rilevati dall’Istat, risulta che a fronte di 2,5 miliardi di spesa delle famiglie, le dichiarazioni Iva evidenziano un fatturato di appena 1 miliardo. L’analisi economica, condotta dal super ispettore Geremia Palomba e dagli esperti del dipartimento fiscale Pasquale Maddaloni e Maria Teresa Monteduro, consente di calcolare che in questo caso il Fisco non avr� perdite di gettito solo se i redditi emersi saranno pari al 110% di quelli dichiarati oggi. Come dire: la ricetta americana da noi non si pu� applicare. Secondo la ricerca il cliente ha convenienza a richiedere la fattura solo con una detrazione superiore al 16,7%. Ma il suo fornitore pu� sempre rilanciare perch� il suo risparmio in termini di Irpef ed Irap � pi� alto. Gli uffici tributari inoltre verrebbero sommersi da una montagna di documenti fiscali (scontrini, fatture e ricevute) da controllare. E per gli sgravi nelle ristrutturazioni edili col tempo sono venute a galla contro-offerte vantaggiose da parte di molti fornitori, veri e propri �accordi collusivi� che rendono vana la misura agli effetti della lotta all’evasione.

      Per Santoro meglio sarebbe puntare su controlli �sempre pi� accurati ed efficaci� e limitare i pagamenti in contanti. Guerra e Zanardi, invece, propongono di costringere il contribuente a mettere a confronto il guadagno dell’evasione coi rischi o i costi che essa potrebbe comportare su altri fronti. Si pu� ad esempio immaginare di impedire il rilascio di dichiarazioni di conformit� per le ristrutturazioni a fronte della mancanza di certificazione fiscale oppure di impedire la vendita di una casa se non si sono pagate Ici e Irpef negli ultimi 5 anni. Misure a cui il viceministro Visco starebbe proprio pensando.