Fisco: la proposta della CGIL

11/01/2010

Entro marzo un bonus da 500 euro a persona, per sostenere i consumi. E successivamente il taglio dal 23% al 20% della prima aliquota fiscale, a tutto vantaggio delle fasce di reddito più deboli, dipendenti e pensionati in prima fila.
Sono due delle proposte contenute nel documento che la Cgil presenta lunedì all’attenzione di Silvio Berlusconi, dopo il suo annuncio di riforma fiscale e in vista di due sole aliquote. Una proposta – quella del presidente del Consiglio – che alla Cgil non piace e che il suo segretario confederale, Agostino Megale, ha già dichiarato di vedere come «propaganda»: l’obiettivo del sindacato di Corso d’Italia è quello di realizzare una riduzione delle tasse su redditi da lavoro e da pensione di 100 euro medi al mese per i prossimi tre anni. Se infatti il primo obiettivo è quello del bonus di 500 euro, successivamente si deve passare per il taglio della prima aliquota di tassazione e poi per l’armonizzazione della tassazione sulle rendite al 20% e per una nuova imposta sulle grandi ricchezze, ovvero sui patrimoni sopra gli 800mila euro. Senza dimenticare la lotta all’evasione, che secondo i calcoli del sindacato comporta una «tassà per i lavoratori quantificabile in 3mila euro l’anno».
La posizione della Cgil su lotta all’evasione e armonizzazione delle rendite (a esclusione dei titoli di Stato, come Bot e Btp) è condivisa anche da Cisl e Uil, che lo scorso 15 dicembre hanno consegnato direttamente nelle mani del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, un loro documento unitario sulle proposte per un percorso di riforma del fisco condiviso con le parti sociali. Fra i punti del testo, l’aumento della detrazione da lavoro dipendente e l’equiparazione della «no tax area» per i pensionati al livello di quella dei lavoratori dipendenti (8mila euro), oltre a un aumento delle detrazioni per pensioni. Come la Cgil si chiede la riduzione della prima aliquota dal 23% al 20%, ma anche si aggiunge anche il taglio della terza, dal 38% al 36 per cento. Accanto a queste misure di riduzione del carico fiscale si chiedono interventi a sostegno della famiglia, fra cui spicca il nuovo assegno per i figli, che accorperebbe le detrazioni annuali per i figli a carico e l’assegno al nucleo familiare. Fra le proposte, anche l’incentivazione del secondo livello di contrattazione, portando da 35mila a 40mila euro la soglia di reddito al di sotto della quale si applica l’agevolazione