“Fisco” Il grande fratello in banca

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 5- Economia

      Il grande
      fratello
      in banca

        Conti correnti, bonifici, assegni:
        al Fisco la libert� di spionaggio

          Raffaello Masci

            ROMA
            Nel portafoglio degli italiani lo Stato non metter� le mani, ma gli occhi s�. L’amministrazione finanziaria, infatti, per combattere efficacemente l’evasione fiscale, avr� d’ora in avanti la possibilit� di guardare dentro i nostri conti correnti bancari o postali, nei libretti di risparmio e in ogni altra operazione compiuta con qualsiasi operatore finanziario o creditizio. Lo stabilisce una circolare emanata dall’Agenzia delle Entrate, la quale recepisce e traduce in prassi gli intendimenti del decreto Bersani-Visco del luglio scorso. La filosofia � molto semplice: per capire chi evade il fisco occorre seguire i movimenti del suo denaro. In termine tecnico l’espediente si definisce �tracciabilit�, e vuol dire che di ogni transazione (incasso, pagamento, investimento) bisogna poter seguire l’evoluzione.

              La pratica ha un che di palesemente invasivo, ma � difficile sostenere non possa essere efficace rispetto ai fini che si pone. A meno che non si torni all’antico uso di mettere i soldi sotto il mattone. A finire sotto la lente della finanza, saranno tutte le operazioni che i contribuenti affidano normalmente al sistema creditizio, da quelle pi� semplici come l’emissione o la riscossione di un assegno, oppure la domiciliazione delle bollette, fino ai versamenti o ai prelievi, all’accensione dei mutui, agli investimenti finanziari, ai trasferimenti di denaro tramite bonifico.

                Una attenzione particolare il fisco dedicher� ad artigiani, commercianti e professionisti. Alle prime due categorie verr� esteso il �regime presuntivo di imponibilit� oltre che alle operazioni di accredito-versamento anche a quelle di addebito-prelievo nei casi in cui non siano stati indicati i beneficiari�. In parole semplici significa che si potr� controllare qualsiasi operazione di movimento di denaro che non si capisca con quali soldi sia stata fatta e a vantaggio di chi. Un mezzo per arginare i pagamenti in nero.

                  Quanto ai professionisti, � stabilito che, per importi superiori ai 100 euro, non possano pi� essere pagati direttamente, ma solo tramite conto corrente bancario. Il passaggio di denaro, insomma, deve lasciare �traccia� affinch� la Finanza possa verificarne gli adempimenti fiscali.

                    Tutto questo comporta un lavoro immenso per le banche, ma anche un cambiamento nel loro approccio con il cliente. Intanto scompare, di fatto, il segreto bancario, di cui resta un succedaneo denominato �riserbo�. Dopo di che ogni operazione bancaria dovr� essere identificata con un apposito codice e confluire in una banca dati facilmente interrogabile. Presso l’Anagrafe tributaria si terr� una sezione dedicata ai conti correnti, che saranno quindi tutti censiti. Infine gli operatori finanziari debbono evidenziare il codice fiscale per qualunque operazione �extra-conto�, anche se con il cliente non c’� un rapporto gi� formalizzato.

                      Questi tre ultimi elementi – anagrafe dei conti, codice fiscale in evidenza e banca dati di tutte le operazioni – costituiranno una grande banca di dati incrociabili tra loro, che potr� essere consultata, per seguire l’iter di tutte le movimentazioni di denaro di qualunque contribuente (persona fisica o societ�).

                        La rapidit� delle informazioni cos� assumibili da parte dell’amministrazione finanziaria � massima, la privacy – per contro – potrebbe essere minima. A questo scopo la circolare stabilisce che tutte le informazioni debbano essere scambiate per via telematica, attraverso messaggi crittografati e indirizzati unicamente ad e-mail certificate. In sostanza potr� essere solo la magistratura oltre che l’amministrazione finanziaria a interrogare il Grande Fratello Fiscale.

                          Che cosa potr� sfuggire a questo occhio onnipotente? Tutte quelle operazioni di piccola portata che sono ascrivibili alle spese correnti o comunque irrilevanti: i ticket sanitari, le bollette per le lampade votive nei cimiteri, l’acquisto online di biglietti per spettacoli o manifestazioni sportive, e simili.

                            �Fatta la legge trovato l’inganno� dice la regola del tiriamo a campare. Ci si pu� provare anche in questo caso, ovviamente, ma la circolare previene le furbizie. L’Agenzia delle Entrate �deve acquisire la prova effettiva, anche mediante presunzioni, purch� gravi, precise e concordanti, che si sia realizzato il possesso per interposta persona�. Tradotto: se il conto corrente �sub judice� � intestato alla vecchia zia di campagna, a risponderne sar� sempre il titolare vero e presunto furbo.