“Fisco” I sindacati divisi sugli sgravi ai dipendenti

20/10/2006
    venerd� 20 ottobre 2006

    Pagina 9 – Economia

    I sindacati divisi sugli sgravi ai dipendenti

      La Uil contro la Cgil: sono pochi. Irpef: distribuiti 7,3 miliardi, prelevati 6,7

        LUISA GRION

          ROMA – La polemica sul cuneo fiscale e sulla parte di risorse effettivamente distribuita ai lavoratori dipendenti provoca qualche incrinatura nel fronte sindacale. Anche all�interno della stessa Cgil.

          La questione, sollevata dalla Uil – convinta che i vantaggi promessi ai dipendenti siano in parte �evaporati� – miete qualche proselito anche nel sindacato guidato da Epifani. Almeno nella minoranza pi� vicina a Rifondazione.

            La linea della Cgil, espressa dal segretario confederale Marigia Maulucci, resta infatti quella della piena soddisfazione per la scelta, espressa in Finanziaria, di redistribuire i redditi attraverso il mix di nuove aliquote, detrazioni e assegni familiari previsti dal nuovo fisco. Ma il segretario della Fiom, Giorgio Cremaschi, � invece convinto che i vantaggi di tale scelta �non vadano al lavoro dipendente, ma solo ad una parte dei pi� poveri�. �Nella Finanziaria – afferma – � mancata totalmente un�idea moderna della societ�. Si � pensato ai poveri, ma non � stato visto l�impoverimento dei ceti medi, degli operai qualificati, degli impiegati, dei professori di scuola media. Forse si pensa che un lavoratore che guadagna 30-35 mila euro sia benestante: � sulla soglia dell�impoverimento�. Di fatto la linea di Cremaschi � molto vicina a quella espressa dal leader della Uil Luigi Angeletti (�le tasse vengono ridotte solo a chi ha famiglia e a moltissimi finti poveri�) e alla stessa analisi � sensibile anche il sottosegretario all�Economia Paolo Cento. Convinto sostenitore di una redistribuzione dei redditi come �scelta politica di qualit� ammette che qualche dissonanza c�� stata e che ora va risolta �attraverso una necessaria clausola di salvaguardia che protegga i redditi fino ai 40 mila euro�. All�origine della questione, va detto, c�� il modo in cui si � arrivati alle cifre. Attraverso la nuova Irpef il governo conta di distribuire 7,3 miliardi di euro. Di questi 3, derivati dalle risorse ottenute tagliando il cuneo fiscale, sono destinate ai lavoratori dipendenti. Altri 800 milioni vanno ad aggiungersi come assegni familiari. Le quote restanti saranno spartite fra lavoratori autonomi e pensionati a basso reddito. Per coprire i 7,3 miliardi, dai redditi medio alti (attraverso la rimodulazione delle aliquote che ha messo in soffitta – come previsto dal programma del centrosinistra – la riforma Tremonti) sono stati prelevati 6,7 miliardi. Lo Stato ci ha messo il saldo di 600 milioni e – contesta una parte del sindacato – ha �fatto pagare� la redistribuzione verso i pi� poveri anche ad una parte di famiglie che di certo non sono ricche.