Fisco e turismo in crisi frenano I Grandi Viaggi

22/02/2002





Fisco e turismo in crisi frenano I Grandi Viaggi
Elena Colombarini
(NOSTRO SERVIZIO)

MILANO – Migliorano fatturato e margini operativi per I Grandi Viaggi (Igv) ma la gestione 2001 viene archiviata con una netta diminuzione dell’utile netto per la maggior imposizione fiscale. Diversamente il 2002 � iniziato con una flessione dei ricavi scontando gli effetti della crisi del mercato.
La strategia. I fatti dello scorso 11 settembre ed il successivo disastro aereo di Linate hanno modificato profondamente, nel breve periodo, l’atteggiamento del mercato tradizionale verso le mete esotiche e, pi� in generale, verso la vacanza che comporta un trasferimento aereo. L’Egitto e le Maldive le mete pi� colpite, e per far fronte a tale scenario il gruppo ha dovuto abbassare i prezzi. La crisi non ha risparmiato Londra, Parigi e soprattutto New York. La societ� ha reagito riorientando le sue linee strategiche sia anticipando la chiusura, gi� programmata, di alcune destinazioni come Messico ed Egitto, sia praticando una politica commerciale aggressiva in linea con la forte competizione registrata dal mercato. Questa politica ha permesso di mantenere un’occupazione dei villaggi e degli aerei a livelli accettabili a scapito per� della marginalit� operativa. Inoltre la siccit� eccezionale, che ha caratterizzato la stagione invernale, con la mancanza di neve in montagna non sta aiutando la gestione corrente. Nonostante le difficolt� del 2001, � stato acquisito in commercializzazione esclusiva un nuovo villaggio a Dubai. Il gruppo ha invece rinunciato al villaggio Bahia Maya in Messico, a causa dei prezzi di vendita non remunerativi e all’apertura di un nuovo villaggio a Sharm El Sheik per gli eccessivi ritardi nella consegna da parte dei proprietari locali.
I fondamentali. Negli ultimi quattro esercizi IGV ha evidenziato un progressivo incremento del fatturato che, dai 59,9 milioni di euro del ’98 ha raggiunto nell’esercizio appena concluso, i 93,2 milioni. Sul fronte dei margini, dopo la netta flessione del 1999 (Ebit negativo per 3 milioni di euro a causa dell’apprezzamento del dollaro e dell’uragano che ha ritardato l’apertura di un villaggio in Honduras) ha via via migliorato la propria marginalit�. Nell’esercizio appena concluso, che ha risentito solo parzialmente della crisi del settore, IGV ha evidenziato un Ebitda in crescita del 32% a 11,4 milioni di euro elevando la propria incidenza sul fatturato al 12,2% (10,5% nel 2000). Nettamente migliore la performance dell’Ebit che sale a 3,86 milioni di euro (1,67 milioni nel 2000) raddoppiando cos� il Ros al 4%. Peggiora invece la gestione finanziaria che, nonostante una riduzione dell’indebitamento finanziario netto a 18,9 milioni rispetto ai 22,5 milioni del 2000, ha riportato oneri per 1,5 milioni di euro rispetto ai 625 mila euro dell’esercizio precedente. Tale dinamica � completamente ascrivibile agli interessi sul finanziamento per il villaggio Santagiusta. Infine, con una gestione straordinaria positiva per 440 mila euro, IGV raggiunge un utile ante imposte di 2,8 milioni quasi triplicato rispetto al 2000, ma un netto incremento del tax rate per effetto di imposte differite negative ha portato il risultato netto a 1,4 milioni di euro (1,7 milioni nel 00) che sar� destinato, sulla base delle indicazioni del management, a riserva. I maggiori effetti della crisi che sta attraversando il settore si evidenzieranno durante l’esercizio in corso. Infatti il valore complessivo delle vendite al 10/01/02 era pari a 6,9 milioni di euro contro i 9,2 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio e i clienti sono stati 9.000 rispetto agli 11.700 del 10/01/01. Nonostante l’andamento delle vendite sia ancora debole e vi sia una elevata concorrenza sui prezzi la societ� ritiene di poter riassorbire i risultati economici e di raggiungere a livello di gruppo un risultato in pareggio nel 2001/2002 grazie alle destinazioni italiane che mantengono un interesse inalterato da parte della clientela.

Venerd� 22 Febbraio 2002