“Fisco” E’ polemica sulle buste paga

21/02/2007
    mercoledì 21 febbraio 2007

    Paginia 11 -CAPITALE & LAVORO

      Fisco

        E’ polemica sulle buste paga

          E’ polemica sulle buste paga, gli sgravi Irpef decisi dalla finanziaria e le addizionali locali che comuni e regioni stanno varando in questi mesi. La miccia l’ha accesa il viceministro all’Economia Vincenzo Visco, che parlando ieri all’Università di Enna ha contestato i dati diffusi dal Sole24Ore, definendoli «tendenziosi ed errati». Il quotidiano notava come il passaggio dal sistema delle deduzioni a quello delle detrazioni per i familiari a carico, deciso dalla finanziaria, sommandosi alla possibilità di innalzare le aliquote locali (autorizzato sempre dalla manovra), avesse causato il peggioramento delle buste paga proprio per le famiglie più numerose, senza contare i «single», penalizzati più di tutti. Su 1096 comuni che hanno deliberato, inoltre, 687 hanno aumentato l’aliquota, 406 l’hanno mantenuta uguale al 2006, e 3 l’hanno ridotta. L’aliquota comunale è unica, non differenziata per carichi familiari. L’aumento medio è stato dell’87,5%.

          Visco ha replicato che «i comuni sono responsabili, perché le alternative c’erano: la norma in finanziaria è fatta in maniera tale che i comuni possano tener conto della composizione familiare e del reddito e decidere per l’abbattimento». Secondo il viceministro, «dalle stesse analisi del Sole24 Ore emerge che si coglie l’obiettivo di proteggere e anzi favorire i redditi degli italiani meno abbienti e delle famiglie con più figli, con particolare attenzione ai lavoratori dipendenti».

          Come dire, i comuni avevano il via libera all’aumento, ma la stessa finanziaria li autorizzava a distinguere i contribuenti per fasce sensibili. A stretto giro arriva dunque la replica di Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’Anci: «Si susseguono – spiega – prese di posizione inaccettabili che tendono a scaricare sul complesso dei Comuni ogni tipo di responsabilità. Lo vediamo da parte di rappresentanti del governo, di esponenti dell’opposizione di centrodestra che hanno ricoperto importanti incarichi governativi, da parte di Confindustria e dei sindacati. E’ una cosa inaccettabile, e ne discuteremo al Consiglio nazionale dell’Anci».

          Nello scaricabarile tra governo ed enti locali, si distingue Luigi Angeletti della Uil, secondo cui «con l’arrivo delle addizionali locali e l’aumento delle tariffe sarà un bagno per i lavoratori»: il sindacalista usa questi termini per sostenere «la riduzione delle tasse sugli aumenti salariali», cavallo di battaglia anche della Cisl. Poi aggiunge che «se non si cambia direzione la quarta settimana tornerà ad essere pesante» (qualcuno si era accorto che nel frattempo si era alleggerita?).