«Fisco e lavoro, serve un patto per l’Italia»

19/06/2002

19 giugno 2002



«Fisco e lavoro, serve un patto per l’Italia»

Berlusconi: dal sommerso risorse per le politiche sociali. Cofferati: si discute del nulla. Sindacati divisi

      ROMA – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sicuro che «dai quattro tavoli di trattativa con i sindacati» (cioè lavoro, fisco, Mezzogiorno, sommerso) verrà fuori «un patto per l’Italia». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, invece, si è presentato al primo incontro con le parti sociali sul Dpef (Documento di programmazione economica e finanziaria) con due sole cifre: la «forchetta» sulla crescita del pil nel 2002. Niente di nuovo: l’obiettivo oscilla dall’1,2 al 2,3% (gli stessi numeri inseriti nel Piano di stabilità consegnato a novembre all’Ue). In realtà il governo non è ancora nelle condizioni di scegliere. L’incognita più seria è quella della sanità. Oggi lo stesso Tremonti, il ministro degli Affari regionali Enrico La Loggia e i leader della Conferenza dei presidenti delle Regioni si confronteranno (anzi, probabilmente si scontreranno) sull’entità del disavanzo accumulato nel 2001. Stando al monitoraggio realizzato dall’esecutivo il deficit si aggira intorno ai 2-2,5 miliardi di euro (4-5 mila miliardi di vecchie lire). Le Regioni, però, sono pronte a dimostrare di aver coperto con misure straordinarie (dai ticket alla centralizzazione degli acquisti) circa la metà della cifra contestata.

      BERLUSCONI E IL SOMMERSO
      - I sindacati, specie la Cgil di Sergio Cofferati, aspettavano il governo alla prova delle cifre. Ma Berlusconi, dopo una battuta sui Mondiali («siamo tutti abbacchiati»), ha preso altro tempo, sostenendo che «gli scenari macroeconomici non sono ancora del tutto definiti», rivendicando poi all’esecutivo una politica di riforme «in grado di intercettare la ripresa». Poche le indicazioni specifiche. Il premier ha chiesto «l’impegno di tutti» per «recuperare risorse dalla lotta per il sommerso, da destinare alle politiche sociali». Infine Berlusconi ha assicurato che «il 50% dei fondi per le opere pubbliche sarà destinato al Mezzogiorno». Anche Tremonti si è tenuto alla larga dai numeri. A parte le cifre sulla crescita, non ha dato alcuna indicazione sul tasso di inflazione programmato, né, per esempio, sui costi collegati alla riforma fiscale o a quella degli ammortizzatori sociali. Il ministro, piuttosto, ha offerto alle parti sociali un ragionamento-cornice, da perfezionare, in una serie di incontri che si concluderanno il 2 luglio. Ciò significa che il Dpef sarà varato con ritardo rispetto alla scadenza del 30 giugno. Tremonti ha cercato di rassicurare soprattutto i sindacati: «Nella Finanziaria si vedranno i risultati del monitoraggio della spesa pubblica, ma non ci saranno tagli, né interventi che di impatto sociale negativo». Il governo, quindi, secondo Tremonti, non toccherà le pensioni.

      COFFERATI E IL NULLA – L’incontro di ieri ha riconfermato le distanze e i sospetti che corrono tra Cigl, Cisl e Uil. I tre segretari si sono affacciati in sala stampa ancora una volta in ordine sparso. Cofferati ha liquidato l’incontro con poche frasi: «Il governo ci ha illustrato il nulla, e il nulla non si può commentare». Savino Pezzotta, Cisl, ha definito, invece, l’incontro «interlocutorio» e non ha escluso che il prossimo vertice solo sul lavoro, in programma per il 20 giugno, si possa chiudere con un accordo sulla flessibilità. Opinione condivisa dal sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, che, nel corso di una tavola rotonda organizzata dal Club dell’Economia a Roma, ha detto che «è possibile un grande patto sociale». Resta da vedere se l’intesa comprenderà anche un compromesso sull’articolo 18 dello Statuto. Il leader della Uil Luigi Angeletti, infine, ha chiarito, in sintonia con Pezzotta, che «senza risorse per gli ammortizzatori sociali non si chiude alcun accordo».

Giuseppe Sarcina


Economia





Il Documento di programmazione
      CHE COS’E’
          Il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) è la cornice, con un orizzonte quadriennale, degli interventi di finanza pubblica che il governo delibera a settembre con la Finanziaria. Come in passato, sarà presentato oltre la scadenza del 30 giugno.



          LA CRESCITA
              Nel documento verranno indicati gli scenari di crescita dell’economia italiana. Rispetto alle previsioni iniziali del governo, che per quest’anno stimava un 2,3%, c’è la possibilità che l’aumento del Pil (prodotto interno lordo) venga rivisto in una forbice tra l’1,2 e il 2,3%



      GLI AMMORTIZZATORI
          Uno dei passaggi chiave del Dpef, nell’ambito della trattativa con le parti sociali che si concluderà a luglio riguarderà le risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali, a cominciare dal progetto di aumentare al 60% la copertura prevista per l’indennità di disoccupazione



      LE TASSE
          Il ministero dell’Economia ha ribadito che una delle priorità del documento di programmazione sarà la riduzione della pressione fiscale, a cominciare dai redditi più bassi. Per il 2003 il calo delle imposte potrebbe arrivare fino a 7,75 miliardi complessivi. Entro la fine della legislatura il calo sarà di 23 miliardi