Fisco e lavoro, il governo presenta i primi conti

17/06/2002







(Del 17/6/2002 Sezione: Economia Pag. 4)
DOMANI L´ESECUTIVO ILLUSTRA LE LINEE GUIDA DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE, PRESENTE ANCHE LA CGIL. CISL E UIL OTTIMISTE SULLA FIRMA DI UN NUOVO PATTO
Fisco e lavoro, il governo presenta i primi conti
Sanità e welfare nel mirino. I sindacati: più fondi per Sud e cassa integrazione

ROMA

Sarà una settimana importante. Domani, infatti, il governo esporrà alle parti sociali (a Palazzo Chigi ci sarà anche la Cgil) le linee guida del Documento di programmazione economica e finanziaria. Linee guida che significheranno – o almeno questo è quanto si attendono i sindacati, sia pure con diverse aspettative e speranze – numeri, cifre, indicazioni precise sulle quantità di risorse che l´Esecutivo è disposto a mettere sul tavolo del negoziato in tema di fisco, ammortizzatori sociali e Sud per raggiungere l´agognato «patto sociale» con Cisl e Uil. Un patto che per certi versi è vicinissimo, anche sulla questione più calda, ovvero la della riforma dell´articolo 18; ma i ministri sanno bene che una mossa sbagliata potrebbe pregiudicare tutto. Ad esempio, per Pezzotta e Angeletti potrebbe diventare impossibile far digerire alle loro organizzazioni un´intesa separata sul «18» se – come fanno pensare i cattivi andamenti di finanza pubblica, o i reiterati richiami di Bankitalia e Fondo Monetario Internazionale – nel Dpef o nella prossima legge Finanziaria si dovesse parlare di tagli alla sanità o alla previdenza. Questo scenario è quello su cui confida la Cgil di Sergio Cofferati e Guglielmo Epifani. Il sindacato di Corso d´Italia considera «un imbroglio» il confronto in atto, afferma che le eventuali concessioni estive su fisco, ammortizzatori sociali ed enti bilaterali verranno riprese con gli interessi in autunno, quando calerà la mannaia sulle pensioni e sulla sanità. E intanto aumenta la pressione su governo, Confindustria e organizzazioni «cugine» con l´imminente tornata di scioperi regionali. Si comincia proprio giovedì 20 con la Lombardia. Un´astensione dal lavoro di quattro ore che rappresenterà un test importante per capire se la mobilitazione a difesa dell´intoccabilità integrale dell´articolo 18, che in marzo e aprile ha riempito le piazze e bloccato i luoghi di lavoro, ha ancora «fiato». È già prevista una scontatissima «guerra dei numeri» sulla partecipazione agli scioperi Cgil: ma non c´è dubbio che molti occhi saranno puntati sull´esito della protesta. Un insuccesso faciliterà il compito di chi sostiene la linea del negoziato; in caso contrario, la pressione Cgil su Cisl e Uil si farà più sostenuta. Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, intanto, sembrano convinti che sui licenziamenti è alla portata una soluzione soddisfacente, in grado di limitare i danni e permettere di spiegare agli iscritti e all´opinione pubblica che «i diritti acquisiti sono salvi». Cisl e Uil già danno per scontato la necessità di accettare che la riforma dell´art.18 tocchi in lavoratori (pochissimi finora) delle aziende emerse dal «nero». Probabilmente, dovranno accettare anche la «seconda fattispecie»: ovvero, niente reintegro ma solo indennità economica per i futuri licenziati da aziende che aumentano l´occupazione e superano la soglia dei 15 dipendenti. Per superare obiezioni e perplessità, dunque, sarà fondamentale la contropartita che l´Esecutivo metterà sul tavolo, a cominciare dall´incontro di domani sul Dpef. Cisl e Uil si attendono un´offerta generosa e convincente, e senza «trappole» per l´autunno: ad esempio, sul Fisco, quante saranno le risorse «nette» con cui il superministro Tremonti intende avviare dal 2003 la riforma? Che previsione si farà per l´inflazione programmata, che in un quadro di politica dei redditi segnerà il passo delle rivendicazioni salariali? Si vedrà. Intanto, mentre i ministri continuano a smentire cifre e numeri pubblicati in questi giorni, un primo esame collegiale della situazione economica il governo la farà a fine mese, al rientro del presidente del Consiglio Berlusconi dal G8 in Canada. Per il momento i punti fermi sono tre: il Dpef si baserà sul rispetto del patto europeo di stabilità; sull’avvio del primo modulo della riforma fiscale dal 2003, con sgravi e riduzioni di aliquote nell´ordine dei 5-7 miliardi di euro e sull’aumento degli investimenti per le infrastrutture. Nel Documento dovrebbe rientrare anche la questione degli ammortizzatori sociali con l´estensione della cassa integrazione, l´incremento della durata (12 mesi) e dell´entità (60% dell’ultima retribuzione) dell’indennità di disoccupazione.

r. gi.