«Fisco: bonus alle famiglie, malus per chi specula»

16/12/2009

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, vuole rivoluzionare il sistema fiscale, spostando gradualmente il prelievo «dalle persone alle cose», perché la vecchia Irpef è diventata «il contrario dell’equità e della giustizia», e «dal centro alla periferia », col federalismo fiscale. Lo ha spiegato ieri davanti agli stati generali di Cisl e Uil, ai quali hanno partecipato anche la presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, e i vertici di Confartigianato e Confcommercio e il vicesegretario del Pd, Enrico Letta. Un’iniziativa senza precedenti, voluta dai leader di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, a confermare la nuova stagione di dialogo, anche sul fisco, tra sindacati, imprese e governo. La conferma di una linea decisa già in aprile con l’accordo sulla riforma della contrattazione, in contrapposizione a quella tradizionale dello scontro, alla quale, secondo i protagonisti dell’incontro di ieri, è invece rimasta ancorata la Cgil di Guglielmo Epifani (che a sua volta accusa Cisl e Uil di aver rotto l’unità sindacale). Tremonti si è pienamente inserito nel clima, ipotizzando addirittura un «avviso comune » .
Il ministro ha premesso di aver discusso della riforma del fisco con lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sabato scorso. L’attuale sistema, ha detto, è stato disegnato negli anni Sessanta e successivamente «rattoppato». L’Ire, cioè la vecchia Irpef, è diventata complicatissima, con le sue 373 pagine di istruzioni, e la sua «vera ragion d’essere è la ritenuta alla fonte sulla busta paga» (non va dimenticato che Tremonti, nel 2000, sostenne davanti alla Consulta il referendum radicale per l’abolizione del sostituto d’imposta). Oggi, ha concluso il ministro, «non è credibile un sistema fiscale odioso e non comprensibile». Bisognerà quindi realizzare uno «spostamento dell’asse del prelievo nell’età del consumismo» dalle persone alle cose. Certo, ha avvertito Tremonti, «il cammino sarà lungo e difficile, ma comincia oggi». Il nuovo fisco, ha spiegato, dovrà avere «un sistema di favore, un bonus, per alcune voci e un malus per altre: un malus per la speculazione finanziaria e il consumo dell’ambiente e un bonus per famiglia, lavoro, ricerca e tutela dell’ambiente».
Il discorso del ministro è stato apprezzato da tutte le parti sociali, che hanno sottolineato la volontà di lavorare insieme. Bonanni ha invocato un «Patto fiscale », anche se le posizioni non sono ancora coincidenti: i sindacati mirano soprattutto alla riduzione delle aliquote Ire, le imprese al taglio dell’Irap. Dopo aver indicato l’orizzonte per la seconda parte della legislatura, Tremonti è tornato ad occuparsi della quotidianità, dalla Finanziaria al decreto milleproroghe.
Quest’ultimo dovrebbe andare in Consiglio dei ministri domani. Numerose le disposizioni del provvedimento, dove potrebbe entrare anche la riapertura dei termini dello scudo fiscale. Innanzitutto c’è la proroga di un anno del blocco delle tariffe pubbliche, escluse però quelle di autostrade, luce e gas. Slitta di un anno anche l’aumento delle tariffe aeroportuali. Proroga fino 2015 delle concessioni agli stabilimenti marittimi, di 12 mesi per la nuova carta d’identità con i dati biometrici personali (impronte), di 6 mesi per il divieto di utilizzare gli arbitrati per risolvere le controversie sui contratti pubblici e sempre di 6 mesi per i Comuni per passare dalla tassa alla tariffa sui rifiuti.