FIRMATO IL CONTRATTO DEL COMMERCIO

21/09/1999

FILCAMS-Cgil FISASCAT-Cisl UILTUCS-Uil
Federazioni lavoratori commercio turismo servizi

20 settembre 1999

FIRMATO IL CONTRATTO DEL COMMERCIO

Ci sono voluti nove mesi di trattativa, uno sciopero nazionale e la minaccia di un’ulteriore giornata di agitazione – dopo otto anni privi di conflitti – per arrivare alla firma con Confcommercio del contratto nazionale per il Terziario, la Distribuzione e i Servizi.
Per il milione e mezzo, all’incirca, di lavoratori dipendenti il nuovo contratto – valido fino al 31 dicembre 2002 – significa una riduzione dell’orario di lavoro attraverso un incremento delle ore retribuite di permesso quando in azienda scattano i programmi, concordati, di flessibilità. I permessi aumenteranno di 45 min. a settimana per incrementi d’orario fino a 44 ore su 16 settimane, (12 ore), 45 min. a settimana per 44 ore su 24 settimane, (18 ore), 70 min. a settimana per 48 ore su 24 settimane (28 ore).
La metà delle ore lavorate in eccedenza – rispetto all’orario contrattuale - saranno recuperate collettivamente, l’altra metà entrerà nella costituita banca delle ore che ne permetterà il recupero individuale oppure il pagamento, con maggiorazione straordinaria, se le ore a credito non saranno recuperate entro l’anno successivo.
Modificato il regime di lavoro a part-time: le ore minime contrattuali passano da 12 a 16 settimanali; per i soli studenti-lavoratori e per i lavoratori già in regime di part-time in altre aziende è istituito, per il solo sabato, un contratto a 8 ore settimanali; la maggiorazione per lavoro supplementare (lo straordinario del part-time) passa dal 27 al 35%.
Nuova attenzione alla maternità: il genitore può chiedere il passaggio a part-time per 3 anni e poi ritornare al full-time; e ai problemi famigliari: potranno essere chiesti con la conservazione del posto fino a 6 mesi di aspettativa non retribuita.
Per l’apprendistato: estensione dal 2° al 6° livello (prima era possibile solo al 4° e al 5°) con esclusione delle figure che esercitano coordinamento e controllo, estensione ai lavoratori in possesso di diploma o di laurea (la formazione sarà esterna e certificata e dovrà essere correlata al titolo di studio), la durata andrà da 12 a 36 mesi, mentre il part-time degli apprendisti non potrà essere inferiore alle 24 ore settimanali; saranno possibili nuove assunzioni in apprendistato se è confermato in azienda almeno il 60% degli apprendisti al lavoro.
E’ introdotto il lavoro ripartito (job-sharing), mentre l’assistenza sanitaria integrativa è demandata alla contrattazione di secondo livello.
Per i Quadri due capitoli che riguardano la formazione: totalmente a carico dell’azienda quando sia conseguente ai suoi programmi, e l’indennità di funzione: 100mila lire a partire dal prossimo 1° gennaio; infine la possibilità per i Quadri in pensione di rimanere sotto l’ombrello protettivo della cassa mutua integrativa Quas (previa verifica della fattibilità economica da parte della Cassa e ovviamente pagandosi l’intera quota).
Conciliazione e arbitrato: con l’istituzione delle commissioni paritetiche territoriali le parti si propongono di ridurre il numero delle cause di lavoro portate in tribunale.
Infine il salario: l’aumento è di 76mila lire (per 14 mensilità) con prima tranche di 40mila lire nella busta paga di settembre e seconda tranche di 36mila lire a luglio 2000; a settembre saranno pagate anche 120mila lire di una tantum.
Ora, dopo la firma con Confcommercio, restano da chiudere, per il completamento della contrattazione nell’intero settore commerciale, i negoziati con le centrali cooperative e con Confesercenti.
I lavoratori dipendenti occupati nella distribuzione commerciale risultavano nel 1997 (dati Istat) 1milione 380mila, e considerando i dipendenti delle aziende di servizio, si possono valutare in 1milione e 500mila i lavoratori interessati ai contratti del terziario-distribuzione-servizi. Gli indipendenti - tutte le figure professionali: dagli imprenditori ai coadiuvanti – erano, sempre nel 1997, 1milione 955mila. La distribuzione dà dunque lavoro a 3milioni 335mila persone. L'andamento del settore evidenzia la crescita dell'occupazione dipendente e il cedimento del lavoro indipendente: diminuiscono comunque gli occupati totali.