Firenze. UniCoop punta ad avere il 5% del Monte dei paschi

07/02/2003

FIRENZE

 venerdì 7 febbraio 2003
 
Unicoop punta ad avere il 5% del Monte dei paschi
Operazione da 250 milioni di euro
          MAURIZIO BOLOGNI
          La UniCoop Firenze, accanto a Emilio Gnutti, Francesco Caltagirone, a Unipol e ovviamente alla Fondazione Mps, tra i nuovi proprietari della Banca Monte dei paschi. In vista della scadenza di giugno, quando la Fondazione dovrà scendere sotto il 50 per cento nel capitale della banca, e raffreddata l´ipotesi di accordo con Bnl, è questo uno degli scenari che si affacciano accanto all´ipotesi buttata sul tappeto dall´ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, candidato due anni fa alla presidenza della Fondazione e poi defenestrato, di cedere il 15 per cento del capitale della Fondazione ai residenti delle province di Siena e Grosseto. Gran movimento, insomma, intorno alla banca che vale 5 miliardi e mezzo di euro e per la quale si cerca con un urgenza un nuovo assetto azionario. I tempi stringono.
                  La Fondazione Mps detiene il 67,5 per cento del capitale della banca, ma entro quattro mesi deve scendere sotto il 50 per cento. Come farà? Impraticabile in tempi stretti l´ipotesi di un accordo con Bnl, al quale si lavora da anni ma che mai come adesso sembra lontano, ad abbassare la quota della Fondazione darà una mano la già decisa fusione con Banca Toscana e Bam, che sarà ratificata il 28 febbraio. La Fondazione scenderà così al 59 per cento, mentre «prenderanno quota» nell´assetto proprietario della banca Mps soggetti privati che già possiedono azioni sia dell´istituto senese che di Banca Toscana e Bam, come la Hopa di Gnutti e Unipol ad esempio, ma anche – stando ad indiscrezioni di queste ore decisive – anche Caltagirone e Unicoop Firenze.
                  Voci di corridoio vorrebbero Unicoop Firenze impegnata ad acquisire sul mercato meno del 2 per cento di azioni di Mps, non abbastanza da dover uscire allo scoperto con comunicazione alla Consob ma abbastanza per avviare un´operazione finanziaria che alla fine dovrebbe portare «l´impero dei supermercati» toscani a detenere il 5 per cento della banca senese per un valore investito superiore ai 250 milioni di euro. Come arrivare a tanto? O rastrellando azioni di Bam e Bt prima dell´appuntamento del 28 febbraio, giorno della fusione tra le tre banche, in modo da far crescere la propria quota in Bmps, oppure partecipando insieme a Gnutti, Caltagirone e Unipol alla successiva operazione lanciata dalla Fondazione per liberarsi di un altro 10 per cento di capitale e scendere sotto il 50 per cento complessivo. Una parte di questo pacco di azioni potrebbe essere convertita in titoli privilegiati senza diritto di voto e l´altra metà potrebbe finire nel portafoglio di Gnutti, Caltagirone, Unicoop e Unipol attraverso uno strumento di finanza strutturata. L´assemblea del 28 febbraio ha in programma anche l´allargamento da 11 a 17 del numero di componenti del consiglio di amministrazione della Banca Monte dei paschi, dove al rinnovo di aprile dovrebbe trovare posto anche il presidente di Unicoop Turiddo Campaini. L´operazione dovrebbe rafforzare da una parte il radicamento della banca in Toscana e dall´altro mantenerla in un´area di «finanza rossa», evitando le incertezze legate al sempre meno probabile accordo con Bnl.
                  Ancora voci, si diceva, passibili di correzioni in corso d´opera, mentre nero su bianco è la «proposta» alternativa di Piccini per scendere sotto il 50 per cento. L´ex sindaco di Siena chiede di collocare il 15-20 per cento delle azioni della Fondazione presso i cittadini residenti nelle province di Siena e Grosseto, riservando a ciascuno dei potenziali interessati una sottoscrizione di circa 3.000 euro oltre all´eventuale riparto, ad estrazione, per le quote non sottoscritte.