Firenze. Tornano a riaprire le piccole botteghe

20/11/2001

Firenze

MARTEDÌ, 20 NOVEMBRE 2001
 
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Tra il ’99 e il 2000 il 3% in più
 
Tornano a riaprire le piccole botteghe
 
 
Due miliardi per le agenzie di viaggio in crisi
 
 
ILARIA CIUTI

TORNANO ad aprirsi le vetrine. In Toscana per la prima volta da dieci anni a questa parte hanno cominciato a riaprire i piccoli negozi, il 3% in più dal giugno ’99 allo stesso mese del 2000. Un’inversione di tendenza dopo che dal ’91 al ’96 erano sparite 20.000 botteghe. E ciò nonostante la superficie degli ipermercati sia rimasta inferiore alla media nazionale ma sia cresciuta del 45% tra il ’91 e il ’99, contro il 29% del resto d’Italia. E che i supermercati siano raddoppiati passando da 198 a 400. Così rivela l’indagine fatta da Regione, Anci e Unioncamere presentata ieri alla prima conferenza regionale del commercio, il turismo e l’innovazione. Due i nodi principali da sciogliere. Il primo, quello del testo unico per il commercio (un affare da 25 miliardi di lire, il 20% del pil regionale, 69.000 negozi e 138.000 addetti, più 500 insediamenti di grande distribuzione che impiegano 20.000 persone) che la Regine deve varare nel 2002, dopo che a fine anno scadrà la sperimentazione della legge Bersani grazie alla quale aveva stabilito criteri e limiti per la grande distribuzione. La seconda questione, come sostenere e qualificare un turismo in crisi dopo, l’11 settembre. In particolare le agenzie di viaggio che l’Irpet prevede perderanno a Natale il 60% dei clienti che nel 2000 erano partiti dalla Toscana per l’estero.
La nuova norma sulla grande distribuzione, assicura l’assessore al commercio e turismo, Susanna Cenni, punterà sull’equilibrio tra il piccolo e il grande — «Modernità non vuol dire per forza grande dimensione», dice l’assessore — ma anche tra grande e grande in modo che centri commerciali ed ipermercati non si concentrino più nelle zone ricche ma si diffondano in maniera omogenea. Soprattutto, Cenni parla di criteri di qualità più che di quantità che leghino la grande distribuzione alle peculiarità e ai prodotti tipici toscani, oltre che a una serie di servizi. Quanto al turismo colpito dalle conseguenze degli attentati Usa e della guerra, la Regione chiede interventi statali: defiscalizzazione degli oneri sociali per i dipendenti fino all’aprile 2002, possibilità temporanea di poter usufruire della cassa integrazione, riduzione dell’Iva sull’organizzazione di viaggi, slittamento del pagamento dei tributi. Inoltre la Regione stanzia due miliardi per le agenzie di viaggio e programma attività di promozione di un settore che ha visto l’anno scorso 100 milioni di visitatori in Toscana che hanno speso complessivamente 17 miliardi. Chi sono questi visitatori? I più numerosi non sono stati gli americani, ora tra l’altro quasi spariti, ma i tedeschi: 5 milioni nel 2000 contro i 2 milioni e 146 mila turisti Usa.