Firenze. Siglato l’accordo sul commercio

03/07/2004




sabato 3 Luglio 2004

La firma è arrivata a tarda notte e qualcuno ha comunque messo in atto lo sciopero previsto per ieri
Siglato l’accordo sul commercio

Jacopo Cosi


FIRENZE L’accordo è arrivato alle tre di notte. Troppo tardi per dirlo a tutti e fermare lo sciopero dei lavoratori del commercio di ieri. «Siamo stati subissati dalle telefonate – dice il presidente fiorentino della Filcams-Cgil, Sergio Pestelli – che sono arrivate da parte di gente molto preoccupata. A loro diciamo di stare sereni e tranquilli, perché faremo di tutto per tutelarli. Purtroppo, anche in questo caso, non mancheranno le aziende che proveranno a metterli in difficoltà».

Dunque il colpo di scena è arrivato nella notte, e anche Confcommercio, dopo che le cooperative e Confesercenti avevano detto sì, ha deciso di firmare il rinnovo del contratto nazionale del settore commercio. Lo sciopero che i sindacati confederali avevano proclamato per ieri è stato revocato in tutta fretta. Praticamente alle 3 di giovedì notte o venerdì mattina che dir si voglia. Difficile però, anzi quasi impossibile, è stato bloccare tutti i lavoratori sul piede di guerra.


In Toscana, ma anche nel resto d’Italia (un milione e 750mila addetti in tutto), lo sciopero dei dipendenti di grande distribuzione e piccoli negozi del commercio, alla fine, non è stato necessario. Il rinnovo del contratto al quale anche Sergio Billè, presidente nazionale di Confcommercio, alla fine si è piegato, prevede un aumento in busta paga di 125 euro, partendo dal quarto livello, più 14 euro integrative e 400 euro una tantum. «In più abbiamo dato una tutela maggiore ai lavoratori precari – spiega Pestelli -. I contratti a termine non potranno più essere rinnovati all’infinito e le aziende potranno applicarli solo per una determinata percentuale di lavoratori assunti. Inoltre, i part-time riacquistano la volontarietà di scelta dell’orario di lavoro, che era diventato invece obbligatorio».


Il contratto ha una durata quadriennale, dal dicembre 2002 al dicembre 2006. «A marzo del 2005 ci rincontreremo per eventuali aggiustamenti secondo l’inflazione» aggiunge Pestelli.


Soddisfatti dell’accordo anche Gabriele Nencioni della Fisascat-Cisl e Pietro Vaio della Uiltucs-Uil. "Il sindacato in Italia è sempre forte, nonostante gli attacchi del ministro Maroni. Molto più forte degli altri europei (Inghilterra, Francia, eccetera) che stanno piegandosi ai voleri della grande distribuzione (Carrefour e gli altri)" chiosa Nencioni.