Firenze. Si blinda la città dello shopping

06/11/2002


MERCOLEDÌ, 06 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 10 – Interni
 
IL CASO
 
Da Mc Donald´s a Vuitton a Ponte Vecchio vetrine coperte e insegne che spariscono
 
Si blinda la città dello shopping
 
Chiusi i benzinai che sono sul percorso del corteo
 
SIMONA POLI

FIRENZE -Firenze spaccata, divisa, messa in crisi. Mentre si apre la città curiosa del Forum, quella decisa ad ascoltare, avvicinarsi, capire e accogliere, l´altra città si chiude, svuota le vetrine, manda in ferie i dipendenti, toglie i figli da scuola e affitta un posto auto in garage per non rischiare danni. In piazza Duomo lo storico negozio di scarpe Raspini sta blindando i portoni con lastre di acciaio e in via Strozzi il megastore di Louis Vuitton – ancora da inaugurare – è inscatolato come una gigantesca lattina. Anche i Mc Donald´s montano i pannelli e smontano le insegne e nella centralissima via Calzaiuoli Foot Locker è in pieno assetto di guerra, protetto da scuri e altissimi bandoni metallici. In via Tornabuoni le griffe si preparano a chiudere: Loretta Caponi, Coveri, Scervino, Les Copains, Tiffany, Bulgari e Nouvelle Bague non lavoreranno durante il meeting europeo.
Su Ponte Vecchio, almeno sei gioiellieri sono già sprangati e altri seguiranno l´esempio prima di sabato. La sindrome del bunker dilaga anche nelle periferie toccate dalle manifestazioni collegate al Social forum e dal percorso delle manifestazione per la pace di sabato. Chiusi da oggi fino a domenica i distributori dell´americana Shell e tutti i benzinai che si trovano lungo il tragitto del corteo a cui un´ordinanza del Comune impone lo stop per sabato. Gli altri decideranno giorno per giorno cosa fare. Confesercenti, a cui fa capo il 96 per cento dei 120 distributori fiorentini, assicura che la maggior parte sarà aperta ma il disagio sarà inevitabile.
E poi ci sono i cinema. Le sei sale del gruppo Germani Cinehall – tutte in zona centrali – da domani a domenica non faranno proiezioni. «Non è un´iniziativa contro il Social Forum», spiegano, «ma solo una precauzione. Giudicatela pure eccessiva ma la proprietà, salvo ripensamenti dell´ultima ora, ha deciso così. In una città assediata dalle forze dell´ordine, la gente avrà poca voglia di andare al cinema. Diciamo che il clima non è quello giusto». Questione di punti di vista. Mentre le sale Germani chiudono, in città arrivano quindici registi italiani in cerca di storie e volti da riprendere. Monicelli, Scola, Pontecorvo, Maselli, Wilma Labate filmeranno piazze e strade, forse anche gli ingressi dei cinema chiusi.