Firenze. “Perché il magazzino Afam è stato svuotato?”

23/10/2002










 

La Cgil contro il Comune: "Non sorveglia cosa accade dopo la privatizzazione"
"Perché il magazzino Afam è stato svuotato?"




Venti di guerra nelle ex farmacie comunali, a un anno di distanza dalla tormentata privatizzazione dell’Azienda municipalizzata (Afam). La Cgil punta il dito contro il colosso privato della distribuzione farmaceutica, la Comifar, che ha rilevato l’80% dell’azienda, accusandola di non aver rispettato i due punti cruciali del protocollo di intesa siglato con i sindacati a garanzia che la privatizzazione non si risolvesse in un «far cassa»: salvaguardia dell’occupazione e sviluppo aziendale, da un lato, e conferma del carattere pubblico del servizio, ovvero del ruolo sociale delle farmacie comunali, dall’altro. Le comunali, protesta Barbara Rutilensi a nome della Filcams Cgil, «non devono solo vendere farmaci, ma assicurare servizi ai cittadini, come il Cup telefonico, le consulenze sui medicinali, che non hanno resa economica». Ma per questo bisogna organizzarsi, strutturare gli organici, fare piani di sviluppo. «Tutti punti» dice Rutilensi «su cui l’azienda è stata assente». Ed è un caso, ci si chiede, che il magazzino medicinali sia stato svuotato, a tutto vantaggio di quello di Perugia della Comifar? Il dito però è puntato anche contro il Comune, che «né ha garantito le relazioni sindacali, né ha messo su il promesso osservatorio per il monitoraggio dell’effettivo carattere pubblico dei servizi privatizzati. L’assessore Simone Tani è come se non esistesse» conclude la Rutilensi. Per il 28 ottobre intanto la Comifar ha convocato i sindacati a un incontro, cui i lavoratori dell’Afam si presenteranno forti di un documento approvato all’unanimità, con cui chiedono al più presto un vertice con i capigruppo consiliari, e annunciano quattro ore di sciopero, da usare se entro il 10 novembre non ci saranno «risultati soddisfacenti».

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