Firenze. Nuovi privati all’Afam è sciopero

26/04/2002









 

Per la vendita del magazzino la protesta
Nuovi privati all’Afam è sciopero




Primo sciopero all’Afam privatizzata. I lavoratori dell’azienda delle farmacie comunali, il cui 80 per cento è stato ceduto alla Comifar, hanno deciso di incrociare la braccia il 24 maggio. «L’azienda non rispetta i patti e non ci sta dando indicazioni precise sul futuro, non ci ha ancora presentato un piano aziendale definito» dice Barbara Rutilensi della Filcam Cgil.
L’agitazione sindacale nasce dalla decisione di Comifar di vendere il ramo magazzino dell’Afam ad un’altra società privata, la Spem. «In questo modo, i lavoratori passerebbero da una società a partecipazione pubblica (il 20% è ancora del Comune) ad una a totale controllo privato» insiste Rutilensi.
«Nell’accordo sindacale collegato alla privatizzazione, venivano indicate precise garanzie per i lavoratori che passavano da un contratto con un ente pubblico ad uno in cui la presenza del Comune era minoritaria – ricorda Rutilensi – abbiamo chiesto che queste garanzie fossero confermate, ma non abbiamo avuto risposte chiare». Sciopero, quindi, una decisione presa da praticamente tutti i lavoratori in assemblea e dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. La vertenza non si ferma qua: coinvolge anche la soluzione per i lavoratori assunti con contratto a termine, e la definizione di un chiaro piano aziendale «perché fino a questo momento ci sono stati forniti solo piani settoriali». I sindacati chiamano in causa anche Palazzo Vecchio: «Il sindaco si faccia garante del rispetto del protocollo di intesa nei confronti dell’azienda e il Comune sieda al tavolo di trattativa per risolvere con le parti tutti i problemi denunciati».
(m.f.)