Firenze. Negozi, cade la barriera sì al lavoro di sera

23/11/2004

    martedì 23 Novembre 2004

    Pagina VIII – Firenze 

    Il sindacato chiede che Palazzo Vecchio convochi tutti i soggetti  
    Negozi, cade la barriera sì al lavoro di sera  
    La Filcams Cgil apre ai commercianti
    Un piano di occasioni culturali e di divertimento   

    ILARIA CIUTI

    NEGOZI aperti anche la sera, oltre le canoniche 19.30. Cade una delle barriere considerate insuperabili dal sindacato. «Si può fare», dice ora Sergio Pestelli, segretario della Filcams Cgil fiorentina. «Purchè – aggiunge – non sia un´iniziativa estemporanea e slegata da un progetto più ampio». Più concretamente, «se le aperture saranno programmate, concordate, non una volta ogni tanto né decise unilateralmente dalle sole associazioni di categoria, se anche l´amministrazione farà la sua parte fornendo servizi, i commessi saranno disponibili a dare il loro contributo», annuncia Pestelli. Ed è una novità storica. Luci accese la sera, saracinesche alzate, vetrine scintillanti, la possibilità di fare la spesa dopo le 19. Da subito, nel 2005, attraverso un piano che offra anche occasioni culturali e attrazioni per chiamare fuori casa abitanti e turisti. «Il Comune – esorta Pestelli – apra subito un tavolo con tutti i soggetti e metta al centro della concertazione questo tema vincolando tutti all´interesse di indurre occupazione e buona economia».

    Una vera svolta. A renderla possibile, la crisi, ma soprattutto la voglia di superarla da una parte. Dall´altra, il fatto che Confesercenti e Confcommercio, le due associazioni dei commercianti fiorentini, «abbiano smesso di farsi la guerra e sia stato possibile anche per noi sindacati concludere importanti accordi territoriali con ambedue», spiega il segretario Filcams. Pestelli riflette che la scarsa voglia di consumi durerà fintanto «che guerra, dollaro e petrolio uniti alle politiche del governo che colpiscono i redditi condizioneranno l´economia». Dunque prepariamoci a tempi lungi e rimbocchiamoci le maniche. E siccome il commercio è secondo Pestelli «una delle anime dell´economia fiorentina», di questo occupiamoci. Con una seconda svolta storica del sindacato: che non si spende più tanto a favore della grande distribuzione, dove sperava di avere più facilità di azione, ma punta per la prima volta sui piccoli e medi negozi di quartiere per riportare gli abitanti a vivere in centro, si dice, per attirarci i turisti e per rendere più gradevole e vivace la periferia.


    «La fase di espansione della grande distribuzione è terminata – dice Pestelli – è l´ora di valorizzare i centri commerciali naturali o integrati». Con la collaborazione di tutti. Più timide, le associazioni di categoria. Soprattutto di fronte a possibili aperture serali, forse timorose che sarebbero poco gradite a proprietari con un dipendente o due, costretti a sacrificarsi a loro volta o ad assumere. Tuttavia la disponibilità di Pestelli non li trova sordi. «Siamo molto interessati a lavorare con il sindacato – apre le porte la presidente di Confesercenti Stefania Ippoliti – Qualsiasi iniziativa, anche l´allungamento dell´orario, va però discussa dentro un piano complessivo, come quello di rivitalizzazione del centro che abbiamo appena presentato all´amministrazione. Ma mi sembra che anche Pestelli sia d´accordo». Disponibile ma prudente il presidente di Confcommercio Giovanni Biagiotti. «Discutiamo pure – dice – Ma affrontiamo anche tutta una serie di argomenti a cominciare dal piano regionale per il commercio. Quanto alle aperture serali, andiamoci piano, cominciamo per zone».