Firenze. «Lavorava tanto, ma nella sua vita niente di strano»

19/12/2005
    sabato 17 dicembre 2005

    Pagina III – Firenze

      LA VITTIMA

      Secondo genitori e fidanzato la giovane donna uccisa non aveva particolari preoccupazioni

      «Lavorava tanto, era un po´stanca ma nella sua vita niente di strano»

        Aveva l´incarico di vicedirettrice ma di fatto era lei la responsabile del supermercato

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        Emanuela Biagiotti era stanca. Aveva l´incarico di vicedirettrice del discount dell´Isolotto ma di fatto era la responsabile. Da un po´ di tempo, hanno raccontato i suoi genitori e i colleghi agli investigatori, reggeva turni durissimi. Anche giovedì sera era tornata a casa dopo la chiusura delle 20 per poi ripresentarsi in via Palazzo dei Diavoli alle 6 e mezzo del mattino di venerdì. «Non c´era niente che la preoccupasse – hanno ripetuto il fidanzato, il padre e la madre – era solo un po´ provata da tutto quel lavoro». Niente di strano, dunque. Dalla sua vita privata non arriva nessuna indicazione alla polizia su eventuali piste da seguire. Per il momento la più probabile è quella della rapina.

        Piccola, minuta e aggraziata, Emanuela lavorava da una decina d´anni per la Penny market. Da qualche anno era all´Isolotto. Viveva a Scandicci con il fidanzato, un pellettiere di 33 anni. I due erano in attesa di trasferirsi in una casa che avevano acquistato insieme a Prato. I genitori della donna uccisa ieri mattina invece stanno a Novoli e lavorano come pasticciere e infermiera.

        «Oh Dio, non può essere, hanno ucciso quella ragazza gentile e sorridente?». Ieri mattina le tante persone che si sono fermate a lungo fuori dal supermercato transennato dalla polizia per avere informazioni erano sbigottite. In molti ricordavano Emanuela, così come avevano ben presenti i volti delle altre commesse, che sono arrivate alla spicciolata, distrutte dal dolore, insieme con i familiari e con alcuni dirigenti del Penny. Fra le lacrime disperate qualcuno recriminava sul fatto che l´azienda faccia fare a una donna sola l´apertura mattutina di un supermercato così grosso. Ieri la direzione aziendale della Penny Market Italia ha espresso il suo cordoglio alla famiglia, preferendo non rilasciare dichiarazioni su quanto accaduto nel supermercato fiorentino.

        «La notizia di questo delitto mi lascia allibito», dice Sergio Pestelli della Filcams, il sindacato dei lavoratori del commercio della Cgil. «Noi ci siamo sempre posti il problema della apertura e della chiusura di questi negozi. Ma non tanto per una questione di sicurezza, quanto per le responsabilità. Una persona sola può commettere un errore, lasciare una porta aperta, e così rischia di esporre il negozio alla possibilità di furti. Per la verità a Firenze la questione della sicurezza non ce la siamo posta, perché Firenze è sempre stata relativamente tranquilla. Invece abbiamo fatto manifestazioni e scioperi per gli autobar e gli autogrill sulle autostrade, dove spesso la notte resta un solo addetto, e i rischi sono, quelli sì, palpabili. Ma ora quello che è accaduto ci costringerà forse a porre il problema anche in città. Devo dire però che noi, come sindacato, siamo presenti nei supermercati Esselunga e Unicoop, ma stentiamo ad entrare nelle realtà dei discount e delle reti minori della grande distribuzione, dove non c´è un gran livello di sindacalizzazione perché il lavoro è precario e c´è tanta paura di essere messi fuori in un attimo. Perciò spesso l´organizzazione del lavoro è al di fuori di ogni regola sindacale».

        E a farne le spese è anche la sicurezza dei lavoratori. Un tema che torna oggi prepotentemente alla ribalta, come accadde nel ´99, quando Gaetano Scroppo, l´anziano addetto alle pulizie della concessionaria Saab in viale Piombino, fu brutalmente ucciso prima dell´apertura dell´autosalone. E poi nel dicembre 2003, quando Gabriel Copaceanu, un giovane immigrato rumeno, fu assassinato nella sua paninoteca in via Panicale. In ambedue i casi le indagini si risolsero con l´arresto dei responsabili. Ed è proprio sulla capacità di reazione della città e delle sue forze dell´ordine che insiste il neo-prefetto di Firenze Andrea De Martino: «Esiste una realtà cittadina che ha preso atto dei fatti criminali verificatisi ultimamente e sta reagendo con le sue capacità civili e delle forze dell´ordine. Sulla morte di Emanuela Biagiotti sono in corso indagini attentissime, e speriamo si arrivi presto all´individuazione dei responsabili».