FIRENZE: I SINDACATI DEL COMMERCIO DENUNCIANO L’ABUSO DELLE APERTURE DOMENICALI E FESTIVE

27/10/2012

27 ottobre 2012

Firenze: I sindacati del commercio denunciano l’abuso delle aperture domenicali e festive

Ponte “ognissanti” nei Centri Commerciali, “tutti aperti e tutti chiusi dentro”, senza soldi, perché la crisi incombe e da spendere c’è ben poco, e tutti gli altri a lavorare.
“L’abuso dei calendari di apertura mette a dura prova la resistenza di chi deve lavorare per una magra maggiorazione di 15 euro lasciando a casa la famiglia i bambini, e rinunciando agli amici, per ritrovarsi in giorno di riposo quando tutti gli altri lavorano o sono a scuola” affermano all’unisono la Filcams Cgil, la Fisascat Cisl e la Uiltucs Uil di Firenze.
“Il bilancio dell’ultimo anno di eterne aperture” proseguono in un comunicato “ci consegna dati senza aumenti di vendite o di fatturato, la Grande Distribuzione Organizzata non ha aumentato l’occupazione e i piccoli negozi stentano a tenere il passo con gli orari imposti da una sfrenata concorrenza.”
“La scellerata decisione del Governo che ha consentito, in nome della libera concorrenza, la liberalizzazione selvaggia degli orari e delle aperture, ha in realtà determinato unicamente la “giungla della competizione”, a danno della vita privata dei dipendenti del commercio.
Le istituzioni non possono rimanere a guardare, le città cambiano volto, e i lavoratori e le lavoratrici denunciano inutili sacrifici e disagi.”
Secondo i sindacati del commercio, “occorre che le Regioni, le Province e i Comuni discutano con i sindacati e le associazioni del commercio delle grandi catene commerciali, per ristabilire regole e calendari di apertura.”
“I ricorsi che alcune Regioni hanno fatto verso la Corte Costituzionale per riacquisire la titolarità in materia di commercio possono trovare un primo utile esito, prima ancora della pronuncia ufficiale, mettendo in pratica una modalità concordata e condivisa che restituisca un senso alla “giungla della competizione” trovando il giusto equilibrio tra le aperture domenicali e festive, i diritti di chi lavora ed una libera concorrenza che faciliti i consumatori piuttosto che contenderseli.”