Firenze. I “diritti negati” fra gli scaffali dei supermercati

05/12/2007
    mercoledì 5 dicembre 2007

      Pagina V – Firenze

        LA VERTENZA

        I sindacati lanciano una campagna: toccherà tutti i marchi della grande distribuzione

          Alla ricerca dei "diritti negati"
          fra gli scaffali dei supermercati

            "Lavoratori interinali al posto di quelli fissi, turni massacranti, casse "isolanti"

              ILARIA CIUTI

              I sindacati lanciano una campagna contro i "diritti negati" dei lavoratori nella grande distribuzione. Primo obiettivo in ordine di tempo, Esselunga. «Se la Esse è lunga i diritti sono corti», è lo slogan della campagna che Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil toscane lanceranno verso metà dicembre (data di inizio il 14 o il 17). In una conferenza stampa, la segretaria toscana della Filcams, Dalida Angelini, ha detto che questo sarà solo l´inizio di una campagna che toccherà via via anche tutti gli altri centri della grande distribuzione dove al sindacato sembrerà che vengano calpestati contratti e diritti dei lavoratori. «Per esempio – dice Angelini – Carrefour dove si licenziano i lavoratori fissi per usare lavoro interinale e meno costoso, per esempio Panorama che ha disdetto l´integrativo aziendale. Solo per fare due esempi».

              Ma, per tornare alla campagna di partenza, i sindacati metteranno al suo centro i circa 30 negozi Esselunga in Toscana con i loro 3.000 lavoratori «che – dichiarano i tre sindacati – devono essere sempre disponibili e devono dire continuamente di sì se non vogliono perdere il posto o subire ritorsioni». Raggiunta Esselunga Toscana per un commento o una reazione, l´azienda si è detta stupita e si riserverà di parlare in seguito.

              La campagna sarà fatta da una serie di cartelloni pubblicitari montati su camion che stazioneranno davanti ai supermercati mentre un gruppo di delegati sindacali distribuirà ai passanti depliant che in modo semplice e ironico evidenzieranno i punti critici, secondo Cgil, Cisl e Uil, del lavoro. Una serie di disegni rappresenteranno gli oggetti o le situazioni della vita quotidiana nei supermarket visti attraverso la lente sindacale. La «cassa isolante» che Angelini spiega con l´isolamento dei cassieri, che poi sono soprattutto cassiere: «L´azienda le sorveglia in modo che non si possano neanche scambiare una parola tra loro, altrimenti perdono tempo prezioso». La porta del bagno «miraggio»: «non si può neanche ottenere il permesso per il bagno se non si dice sempre di sì», afferma la sindacalista. Poi un orologio ribattezzato «il loro logo», ovvero il simbolo di «turni e orari organizzati unilateralmente con chiamate, se c´è bisogno, anche dei lavoratori a riposo e l´impossibilità che ne consegue di organizzarsi la vita». Oppure una valigia, «modello trasferta»: secondo Angelini, il lavoratore dovrebbe tenerla sempre pronta per gli spostamenti improvvisi da una città all´altra che l´azienda richiederebbe: «Per esempio da Firenze a Massa se i colleghi di Massa scioperano e vanno rimpiazzati». E ancora, una bilancia «dispari opportunità» con la sagoma di una donna che pesa meno di un uomo: «Nei posti dirigenziali le donne non le troviamo mai», spiegano i sindacati».

              «Vogliamo che chi fa la spesa sappia – dicono i sindacalisti – che dietro all´immagine pubblicitaria di supermercati efficienti e di qualità ci sono i diritti non riconosciuti di lavoratori che non contano niente. Tutto deve essere sacrificato al mercato che ha il sopravvento su qualsiasi esigenza in nome della produttività e del risparmio del tempo».