Firenze.I diritti negati dei dipendenti del commercio

28/11/2002




28 novembre 2002




I diritti negati dei dipendenti del commercio
La Filcams lancia la lotta con un questionario



. Cgil pensa al commercio e, alla riconquista dei diritti negati di commessi e commesse, parte dal centro storico. «Durante il Social Forum – racconta il segretario generale di Filcams-Cgil a Firenze Sergio Pestelli – abbiamo preso atto di come i commercianti che hanno scelto di chiudere il loro negozio, poi siano ricorsi per i loro dipendenti a ferie forzate quando non, peggio, a permessi non retribuiti. Da qui è nata l’esigenza di esplorare meglio questo universo». Si comincia subito, con un volantinaggio di informazione rivolto proprio a commessi e commesse da svolgersi in contemporanea alla discussione di piattaforme ad hoc da presentare a Confesercenti, con cui il tavolo è già aperto, e a Confcommercio con cui, secondo gli accordi raggiunti ieri in mattinata, la trattativa dovrebbe aprirsi a giorni. La carenza più grave che affligge i lavoratori del commercio, come spiega Pestelli, è la mancanza quasi sempre del contratto di secondo livello, ovvero quello con cui azienda per azienda normalmente si aggiusta il tiro rispetto al contratto nazionale: «Anche per difficoltà oggettive – ammette Pestelli – dal momento che nel commercio spesso le aziende coincidono con i singoli negozi, ed è ovvio che la contrattazione non possa essere la stessa per i grandi gruppi e per le catene come per la bottega». Però: «Però si può provare a pensare soluzioni per settori – ipotizza Pestelli – o per aree territoriali». Solo un inizio, dunque, che a primavera sfocerà in un questionario che Filcams insieme con Nidil (il comparto di Cgil che segue i lavoratori atipici) aiuterà i commessi a compilare. In più, con la bella stagione, arriverà in piazza della Repubblica un gazebo dedicato ai lavoratori del commercio. E dopo l’azione di Cgil si irradierà verso le periferie.
Monica Nocciolini