Firenze. Gig, fu bancarotta?

26/10/2001



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Firenze
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Gig, fu bancarotta?
La Procura non vede chiaro nel fallimento del gruppo
l’inchiesta


LA PROCURA di Firenze non ci vede chiaro nella grande crisi che all’inizio del ’99 ha colpito il Gruppo Gig, il «piccolo impero fiorentino dei balocchi» creato da Aldo Horvat, all’epoca il più importante distributore italiano di giocattoli e di giochi elettronici (fra cui la Nintendo), con 600 dipendenti in Italia, di cui 160 nell’area fiorentina. L’inchiesta, aperta a Torino in seguito alla denuncia di un creditore, ed arrivata a Firenze per competenza (perché qui hanno sede le aziende del gruppo), non ha dissipato i dubbi su eventuali irregolarità e distrazioni di denaro commesse dagli amministratori delle società del Gruppo Gig, travolto all’inizio del ’99 da un disavanzo di 70 miliardi.
Per questo motivo ieri il Pm Fernando Prodomo ha presentato una memoria al presidente della sezione fallimentare Raffaele D’Amora, che si occupa di una delle società, Toy Service. Le altre sei hanno tutte ottenuto l’omologa del concordato preventivo, che rappresenta una soluzione meno drammatica rispetto al fallimento. La procura ritiene però che Toy Service – l’azienda commerciale controllata da Hg Sviluppo, titolare della catena di negozi Toy’s R Us (nel ’99 erano 24 in tutta Italia), 491 dipendenti nel ‘99 – non meriti la procedura più favorevole. E perciò ne ha chiesto il fallimento. Il tribunale deciderà fra breve.
L’indagine della procura, che riguarda numerosi amministratori delle società del Gruppo Gig, ruota intorno all’ipotesi che siano stati commessi alcuni reati fallimentari, fra cui la bancarotta fraudolenta. Al momento della crisi Toy Service dichiarava un fatturato di 130 miliardi (dato ’98) e perdite per circa 2 miliardi e mezzo al mese. La procura ha rilevato alcune operazioni poco chiare, come l’improvviso spostamento della sede sociale da Venaria (Torino) a Sesto Fiorentino, e forti pagamenti a favore di istituti di credito nei mesi precedenti la messa in liquidazione di Linea Gig, Gig Distribuzione e Toy Service (8 gennaio ’99). La procura ritiene perciò che in questo caso la dichiarazione di fallimento garantirebbe i creditori più del concordato preventivo, perché renderebbe possibile la revocatoria dei pagamenti fatti.
In questi due anni al crisi del Gruppo Gig è stata parzialmente riassorbita grazie all’intervento della Giochi Preziosi, che ne ha assunto il controllo. Una curiosità: uno dei soci della Giochi Preziosi è l’allenatore della Roma Fabio Capello.
(f.s.)