Firenze. Esselunga: «Sessanta euro per rimediare a un errore»

15/07/2005
      Firenze
    venerdì 15 luglio 2005

    Esselunga

    La denuncia:
    «Sessanta euro
    per rimediare
    a un errore»

      Sessanta euro come indennizzo per un errore commesso durante il lavoro. Sessanta euro per “far finta di niente”, chiudere la vicenda “informalmente” ed evitare provvedimenti disciplinari. L’episodio, denunciato dai sindacati del commercio Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, sarebbe avvenuto a una dipendente dello stabilimento di produzione dell’Esselunga di via Pistoiese a Firenze, che si sarebbe vista chiedere la somma da un caporeparto.

      «Questo atto – ha spiegato Sergio Pestelli, segretario della Filcams di Firenze – è solo uno dei tanti atti intimidatori che avvengono nello stabilimento e che troppo spesso passano sotto silenzio per paura. Basti pensare che negli ultimi cinque anni sono 58 i dipendenti, anche con decennale esperienza, che si sono licenziati». Adesso il caso, avvenuto il 17 maggio scorso, è al vaglio dell’assistenza legale sindacale, da dove potrebbe passare all’autorità giudiziaria perchè «quello subito dalla dipendente è un atto grave al di fuori di ogni norma contrattuale e legislativa».

        Lo stabilimento, che prepara dolci e pane per tutti i negozi Esselunga d’Italia, ha oggi 106 dipendenti a tempo indeterminato e alcune decine di interinali ma, come sostengono alcuni lavoratori membri della rsu interna, «mancano regolamenti precisi su struttura e orari di lavoro, e non di rado viene richiesto, oltre alle 40 ore lavorative ordinarie, lavoro straordinario al sabato e notturno». I sindacati si aspettano adesso una risposta chiara da Esselunga. «Se mancherà – conclude Pestelli – penseremo a forme di protesta significative da attuare dopo l’estate».