Firenze. Dai Gigli all´Esselunga sciopero al supermercato

29/06/2004

        Firenze



MARTEDÌ, 29 GIUGNO 2004
 
Pagina IX – Firenze
 
La protesta di sabato riguarderà tutto il commercio, negozi compresi
 
Dai Gigli all´Esselunga sciopero al supermercato
 
Confesercenti, Confcommercio: è scontro
I precari hanno paura di restarlo a vita
 
 
ILARIA CIUTI

SUPERMERCATI a rischio sabato. E se oggi andrà a rotoli, come è già andata quella con Confcommercio, anche la trattativa con le centrali cooperative i disagi potranno sentirsi anche nelle Coop. I sindacati (Cgil, Cisl e Uil) hanno dichiarato 24 ore di sciopero per il contratto nazionale in sospeso da 18 mesi, e le prime 8 ore di fermata sono previste per sabato. Lo sciopero è indetto nell´intero settore del commercio, ma i commessi dei piccoli negozi hanno maggiori difficoltà a scioperare e le fermate più vistose sono previste nella grande distribuzione. A Firenze e dintorni i centri a rischio, se non di chiusura, almeno di banchi e casse sguarniti sono soprattutto i supermercati dell´Esselunga e di Panorama ai Gigli. In teoria, anche Ikea e Carrefour ma, essendo centri di più recente apertura, sono meno sindacalizzati e più pieni di lavoro precario. «E come si sa – spiega Sergio Pestelli, responsabile della Filcams-Cgil – I precari, scioperando, hanno paura di perdere qualsiasi eventualità di assunzione definitiva. Per questo è difficile prevedere cosa succederà sabato. I lavoratori col posto fisso si fermeranno, ma da sempre la grande distribuzione cerca di sostituirli, almeno in parte, con i precari per evitare la chiusura totale. Sabato però sarà meno facile».

Meno facile perché il nodo del contendere nella trattativa per il contratto è proprio la precarietà. «Alle assemblee c´erano anche molti giovani timorosi di restare precari a vita», dice Pestelli. Che ricorda anche come in Confcommercio si fosse quasi arrivati a un accordo per modificare alcune clausole delle legge 30 sul lavoro flessibile in senso più limitativo e con maggiori regole, ma che poi, prosegue il racconto, «la grande distribuzione, decisa a mantenere ogni forma di flessibilità, ha avuto la meglio perfino sul presidente nazionale Billè e la trattativa si è rotta». Così all´orizzonte dei supermercati non c´è solo lo sciopero ma anche una possibile rottura nel fronte della controparte: tra Confcomemrcio e Confesercenti i cui associati, piccoli e medi negozi, hanno meno interesse al lavoro precario e maggiore necessità di commessi qualificati. «Da Firenze, suggeriamo a Confesercenti nazionale di sfilarsi dalla trattativa e di lasciare Confcommercio da sola al tavolo – dice il direttore provinciale Marco Massaccesi, ipotizzando un possibile accordo separato – La vicenda del contratto si trascina, procurando ai commercianti gravi danni, da 18 mesi solo per le esigenze della grande distribuzione. Un appello lo rivolgiamo anche ai sindacati, perché ci considerino di più e non si confrontino solo con Confcommercio. Forse potremmo arrivare ad un accordo soddisfacente»
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