Firenze. Crisi delle sale Bingo

05/11/2003

 
FIRENZE

mercoledì 5 novembre 2003 
Pagina VII
 
 
IL CASO
Il sindacato denuncia un taglio di dieci dipendenti

Crisi delle sale Bingo licenziamenti all´Eolo

          La crisi delle sale Bingo miete vittime. Dopo la chiusura della sala Ariston e la crisi di quella di Vie Nuove, ora tocca alla sala Bingo Eolo. Sono in arrivo i licenziamenti. Rischia il collasso un settore la cui nascita, pochi anni fa, era stata salutata come occasione di business e di occupazione per molti giovani.
          «La terribile crisi economica di un settore che in Italia non è mai stato possibile far decollare sta ripercuotendosi negativamente anche sui lavoratori già occupati» dicono Salvo Carofratello, della segreteria fiorentina della Fisascat-Cisl, e Paolo Mugnaini della Filcams-Cgil. «A Firenze, dopo la chiusura della sala Ariston, la difficile situazione del Bingo Vie Nuove, che ha comportato più volte lo slittamento del pagamento degli stipendi, la crisi adesso sta coinvolgendo anche la sala Bingo Eolo, che ridurrà il personale da 23 a 13 persone».
          «In questi giorni – denunciano i sindacati – l´azienda che sta gestendo la sala ha aperto la procedura di mobilità per il licenziamento del 30 per cento degli organici a tempo indeterminato, 6 lavoratori sui 19 assunti, mentre sicuramente non verranno rinnovati i 4 contratti a tempo determinato in scadenza. Il settore Bingo – spiegano Cisl e Cgil di settore – è ormai arrivato alla disperazione non soltanto perché in Italia la popolazione gioca poco nelle sale, ma soprattutto a causa di tutta una serie di questioni burocratiche e fiscali che non hanno consentito alcun sviluppo del settore, con il risultato che le sale Bingo non aprono o addirittura chiudono i battenti».
          Nel settore attualmente lavorano in Italia oltre 6000 dipendenti con a rischio il proprio posto di lavoro. E i sindacati lanciano un appello per cercare di tutelare la posizione di questi lavoratori che sono spesso giovani: «Occorrono urgentemente correzioni alla normative in vigore per evitare il tracollo definitivo».