Firenze. Confcommercio, tutti dimissionari?

18/10/2006
    mercoled� 18 ottobre 2006

      Pagina V – Firenze

        I PROBLEMI DELLE CATEGORIE

        Riunione decisiva. In molti si aspettano l�autoscioglimento. La societ� di revisione: il deficit supera i 5 milioni

          Confcommercio, tutti dimissionari?
          Esili speranze di un aiuto da Roma, oggi forse le dimissioni del vertice

            La giunta dell�associazione
            naufraga nel buco di bilancio

              Simona Poli

                PRECIPITA la crisi della Confcommercio fiorentina, alle prese da mesi con un drammatico deficit di bilancio, stimato a luglio intorno a 5 milioni ma – ormai sarebbe certo – risultato pi� robusto ai tecnici revisori che lo stanno esaminando per conto del vertice romano del sindacato. Oggi pomeriggio la giunta dell�associazione dei commercianti si riunir�, probabilmente per deliberare le proprie dimissioni e l�azzeramento delle cariche, a partire da quella del presidente Maurizio Brogioni. Prima di mettere la parola fine sull�attuale gestione, per�, Brogioni fa un ultimo tentativo di trovare udienza a Roma, dove ieri era convocato l�ufficio di presidenza di Confcommercio e dove oggi si riunisce il consiglio generale.

                La richiesta ai vertici romani � sempre la stessa, ripetuta da mesi: coprire almeno in parte il disavanzo della sede di Firenze e offrire al tempo stesso garanzie alle banche che dovrebbero prestare i fondi per affrontare il piano di risanamento economico. Un tentativo � gi� andato a vuoto nel mezzo dell�estate: sembrava che dei 5 milioni che mancano nelle casse dell�associazione Roma fosse pronta a metterne a disposizione uno. Illusione nata e morta nel giro di pochi giorni, per�. E sembra oggi ancora pi� difficile che la giunta nazionale arrivi in soccorso, vista la lievitazione del debito che nel frattempo sarebbe stata accertata dalla Price Water House, la societ� di revisione dei conti incaricata dal direttivo nazionale di verificare la consistenza del "buco" e di rintracciare di chi siano le responsabilit�.

                Ufficialmente di tutto questo Brogioni non dice niente. �Finch� la giunta non si riunisce non ci sono decisioni da annunciare, n� in un senso n� in un altro�, commenta il presidente in partenza per Roma. �E la Price non ha finito la sua ricognizione, quindi non ci sono cifre da svelare�. In realt� le voci corrono veloci pi� di quanto Brogioni vorrebbe. Si parla di un deficit di quasi 8 milioni e di tre anni di contabilit� "sparita" nei meandri del sistema informatico, una situazione di fronte a cui il gruppo dirigente non potrebbe che rispondere autosciogliendosi: oggi la giunta voterebbe le sue dimissioni per poi annunciarle il 30 all�assemblea. Una strada obbligata, insomma.

                Ma Roma che far�? Due scenari si aprono a questo punto, quello del commissariamento e quello – assai pi� traumatico – della chiusura della sede fiorentina. Grandissimo l�allarme dei sindacati, che hanno gi� sollecitato un intervento a livello nazionale per salvare i 95 posti di lavoro dei dipendenti della sede di via Ponte alle Mosse (60), del centro storico (5), di Sesto (8), di Borgo San Lorenzo (3), di Figline (7), di Empoli (9) e Bagno a Ripoli (2). �Il personale non ha mai ricevuto la quattordicesima di luglio e lo stipendio di settembre�, dice Sergio Pestelli segretario della Filcams Cgil di Firenze. �Non posso dire niente sulle dimissioni e sui conti, perch� nessuno mi ha informato. Ma � evidente che la crisi sia ormai gravissima e stia mettendo a repentaglio la credibilit� di un�associazione che a Firenze rappresenta una realt� storica. I problemi non nascono da questa gestione ma da prima e una fonte di preoccupazione per noi � la mancanza di un interlocutore, di una controparte. Non vogliamo neppure pensare all�ipotesi di una chiusura, i commercianti iscritti al sindacato ci sono ed hanno forza e potere. Adesso�, continua Pestelli, �� importante sostituire il gruppo dirigente e sanare i conti ma per Cgil, Cisl e Uil � altrettanto urgente tutelare i lavoratori. E se Firenze da sola non ce la far� dovranno intervenire gli organismi nazionali, come succede in tutti i sindacati ramificati sul territorio. Se invece se ne chiamassero fuori noi metteremo insieme tutte le iniziative utili per richiamarli alle loro responsabilit�.