Firenze. Commessi, un contratto solo per loro

03/12/2003

FIRENZE

MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE 2003

 
 
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Commessi, un contratto solo per loro
          Il primo accordo per i 43 mila lavoratori fiorentini del commercio e dei servizi siglato da sindacati e Confesercenti

          Maggiorazioni per il lavoro domenicale e flessibile e premi sulle vendite
          ILARIA CIUTI


          FINALMENTE i commessi avranno anche loro ferie, integrazioni salariali e regole concordate e sicure. Godranno per la prima volta di un contratto di secondo livello: quello che, partendo dal contratto nazionale, lo migliora. «Diritti precisi – sottolinea la presidente di Confesercenti Stefania Ippoliti – e non concessioni paternalistiche». E´ Confesercenti che ha firmato ieri con le associazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, il primo contratto territoriale (quello che per chi lavora in una piccola realtà prende il posto del contratto aziendale) mai fatto a Firenze o in Toscana. L´accordo si occupa anche del rapporto più generale con la città. Confesercenti e sindacati dicono di no, per la prima volta insieme su questo argomento, a un´ulteriore espansione della grande distribuzione a Firenze, giudicano il territorio saturo e disponibile solo a innovazioni nell´esistente. Si impegnano per la valorizzazione della piccola e media impresa e dei centri commerciali naturali. E si dichiarano convinti che una programmazione urbanistica e commerciale concordata con l´amministrazione possa salvare tessuto economico, centro urbano e ambiente.
          In virtù di questo accordo i 43 mila dipendenti fiorentini di commercio e servizi avranno una serie di garanzie. Per esempio una maggiorazione dello stipendio se, assunti con contratti flessibili come il part time, non avranno turni fissi, ma verranno chiamati al lavoro senza l´anticipo necessario a organizzare il proprio tempo: più il 10% se il preavviso è di due o tre giorni, più il 5% tra i 4 e i 10 giorni, più il 2% oltre i 10 giorni. Maggiorazioni anche per le domeniche lavorate, fino al 45% in più se le domeniche supereranno le 15. E´ previsto un premio annuo collegato con l´andamento degli affari. E, fondamentale per chi come i lavoratori di commercio e servizi non può usufruire della cassa integrazione, sarà istituito un fondo di sostegno in casi di difficoltà economiche di negozi, ristoranti o alberghi. Se le singole imprese non staranno ai patti, i sindacati avranno diritto di chiederne ragione a Confesercenti come spiegano il segretario della Filcams-Cgil, Sergio Pestelli e quello della Uiltics-Uil, Pietro Baio, a nome anche della Fisascat-Cisl.
          Soprattutto l´accordo servirà, si è convinti, a introdurre vere relazioni sindacali in tutti i centri commerciali, quelli della grande distribuzione, tipo i Gigli, come quelli naturali, tipo piazza Dalmazia e via Gioberti. In modo che si possa avere un vero confronto: di qua gli imprenditori e di là i dipendenti, come se invece di tanti negozi si trattasse di un´unica realtà economica. Confesercenti e sindacati si dicono sicuri che gli imprenditori non si tireranno indietro e capiranno che costituire un unico corpo sarà utile non solo nei rapporti con i dipendenti ma anche in quelli con l´amministrazione, a cominciare dal trattare per ottenere servizi, trasporti, promozioni.