Firenze. Commercio agitato tra presídi e scioperi

19/11/2007

    domenica 18 novembre 2007

      Pagina IX – Firenze

      ALTA ADESIONE

        Commercio agitato tra presídi e scioperi

          E’ RIUSCITO lo sciopero dei lavoratori del commercio, che nella provincia di Firenze ha registrato un’adesione superiore in media all’80%, con punte del 90-95% a Carrefour e Ikea. Alta l’adesione anche nel centro storico, pari al 90% da Coin e del 70% alla Rinascente. «Siamo davvero soddisfatti – commenta Carla Bonora, segretaria della Filcams-Cgil Firenze – perché c’è stata una buona partecipazione allo sciopero e ai presídi che abbiamo organizzato ieri in centro, davanti a Coin e Rinascente». «I due grandi magazzini – aggiunge la segretaria generale di Filcams – sono riusciti a garantire l’apertura solo grazie all’utilizzo di contratti a termine e precari». Alla Carrefour, invece – dove i lavoratori sono da tempo in stato di agitazione per l’avvio, da parte della direzione aziendale, della procedura di licenziamento per 30 persone – alcuni reparti non hanno nemmeno aperto. «Come il bar all’interno – spiega Marco Pesci, responsabile Filcams-Cgil della Piana – il cui bandone è rimasto chiuso a causa dello sciopero».

            Anche il presidio di venerdì scorso davanti alla sede di Confcommercio, in corso Tintori, confermano i sindacati, ha avuto successo. È stata infatti proprio l’associazione dei commercianti, a livello nazionale, a interrompere repentinamente e in modo unilaterale la trattativa per il rinnovo del contratto, per ragioni che i sindacati definiscono «esclusivamente politiche». «E’ eccessivo – si chiedono Filcams, Fisascat e Uiltucs Firenze in un volantino distribuito durante lo sciopero di ieri – chiedere un aumento di 78 euro mensili da raggiungere in due anni?». «E’ eccessivo – proseguono nel volantino – chiedere più diritti per i lavoratori, per gli apprendisti, per ridurre la precarietà del lavoro e dare quindi un futuro ai giovani?».

            «Dopo questo sciopero particolarmente sentito – conclude Marco Pesci – vediamo cosa succede al tavolo delle trattative». «Se non si arriva presto al rinnovo del contratto – aggiunge – siamo pronti a nuove iniziative locali».

            Mo.Pi.