Firenze. Autogrill a rischio le proposte della Cgil

29/05/2002

28 Maggio 2002



il caso
Autogrill a rischio le proposte della Cgil


CLAUDIA RICONDA




Mai più sole di notte. In autogrill, inchiodate dietro al bancone. A prendersi gli insulti dagli ubriachi, a sopportare quello che si masturba alla vetrina, l’altro che vomita sul pavimento, quello strafatto che ti salta alle spalle perché c’ha voglia, adesso lì, accanto alla cassa, e quegli altri ancora, fatti e strafatti anche loro dopo la discoteca, che hanno ancora voglia di divertirsi, allora si va all’autogrill, tanto la cassiera è sola. «La porta si apre e non sai mai come andrà a finire. Può succedere di tutto. E tu sei lì, da sola, in quella terra di nessuno». Le terre di nessuno qui sulle autostrade toscane si chiamano Peretola sud, Chianti, Savalano ovest, e via così. Autogrill dove quasi ogni ragazza e donna che ci ha lavorato la notte ha il suo episodio di disagio da raccontare: «Anche i nostri fidanzanti hanno paura, qualcuno di loro sta con noi durante il turno». Stanche di stare in trincea, le lavoratrici, ma anche i lavoratori, la battaglia è di tutti, ma le donne sono molte di più, tornano a chiedere più sicurezza in autogrill. Lo fanno tramite la Filcams Cgil toscana e fiorentina che ha proposte concrete da presentare all’azienda, la società Autogrill, una delle più grandi nel settore, controllata da Edizioni Holding della famiglia Benetton. Raddoppio della presenza, dunque, nei casi di lavoratore unico durante la notte, ma anche più sorveglianza privata, passaggi più frequenti delle pattuglie, pulsanti anti rapina e telecamere collegate alla polizia in ogni locale non solo nei più grossi, perché i pericoli maggiori li corrono proprio i piccoli, e poi corsi di autodifesa per i dipendenti con fondi stanziati dalla Regione. Daniele Cateni, della Filcams Cgil Firenze, arriva a proporre la chiusura notturna sperimentale di alcuni punti ristoro in prossimità delle aree metropolitane, dove c’è una maggior concentrazione di autogrill: «Chiudiamo i piccoli e potenziamo l’organico negli altri». Un’altra nota dolente, i disastri provocati dal passaggio delle tifoserie: dove passano, spianano, razziano, insultano. Da qui l’altra proposta: far convogliare dalla polizia i pullman delle tifoserie più violente verso aree dove ci siano solo i servizi, le toilette e non ristoranti da razziare, e mettere il cartello «completo» negli autogrill con punti di ristoro. «La dignità del lavoro passa anche attraverso la sicurezza sul lavoro» dice Dalida Angelini della Filcams Toscana. Il disagio è nazionale: in sei mesi, lo dice un sondaggio su 152 aree di servizio, ci sono stati 63 episodi di violenza, 43 di molestie ai dipendenti, 117 casi di borseggio all’interno del locale, 244 furti, e ben 463 segnalazioni di persone giudicate pericolose.