Firenze. Arriva l´azienda rivale: 4 lavoratrici licenziate

26/06/2004

 
SABATO, 26 GIUGNO 2004
 
Pagina IV – Firenze
 
La Filcams: "Coincidenze che ci preoccupano"
 
Arriva l´azienda rivale
4 lavoratrici licenziate
 
 
 
 
MARZIO FATUCCHI

        Quattro licenziamenti che potrebbero aprire le porte ad altri. Nessuna certezza per il futuro e la comparsa di una nuova azienda che potrebbe sovrapporsi a quella già presente, nello stesso mercato. E´ questo l´allarme lanciato dalla Filcams Cgil di Sesto Fiorentino sul futuro della Gese e Cedep, due aziende sorelle che si occupano di gestione dati ed elaborazione paghe per imprese. Passate da 60 a 13 dipendenti complessivi nell´arco di alcuni anni, ora le aziende hanno inviato 4 lettere di licenziamento. «Il tutto, senza nessun chiarimento con i sindacati, che avevano provato, saputo della situazione difficile dai dipendenti, a proporre anche ammortizzatori sociali. Ma le due aziende non ci hanno mai detto neanche quali erano le loro intenzioni» dice Laura Scalia, della Filcams. Che ci tiene a far notare che i quattro licenziamenti riguardano unicamente donne: «Lavoratrici, alcune con figli a carico, che troveranno sicuramente difficoltà nel ricollocarsi nel mercato del lavoro» aggiunge Scalia.

        I licenziamenti sono arrivati un mese dopo la nascita di una cooperativa, ad opera di alcuni ex responsabili di Cedep e Gese, che lavora nello stesso settore e, secondo il sindacato, anche con clienti simili. «Siamo preoccupati di queste coincidenze. Soprattutto perché le due aziende non sembra neanche intenzionate a risponderci: a questo punto ci aspettiamo di tutto, anche per gli altri 9 dipendenti rimasti» ribadisce Scalia.


        La Filcams Cgil, che ieri con una conferenza stampa ha chiesto chiarezza all´azienda, annuncia anche una fase di agitazione sindacale. «Quello che si stupisce è il totale silenzio dei Gese e Cedep, le uniche informazioni che abbiamo sono quelle che i vertici aziendali danno, personalmente, ai singoli dipendenti. Mentre l´azienda da cui dipendono entrambe le società, la Td Group di Migliarino, quando è stata contattata da noi non è sembrata restia ad avviare un dialogo. Ma subito dopo, non abbiamo avuto più risposte neanche dalla Td» conclude Scalia.